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Appunti di viaggio: L’oro di Praga.

Praga è sinonimo di Storia, arte, cultura ma anche sinonimo di birra, “il pane liquido” come amano scherzosamente definire i cechi la bionda è prodotta sin dall’anno mille come è riportato nelle cronache raccolte nel monastero di Opatovice, il miglior grano della Moravia, il prezioso luppolo della qualità Saaz raccolto a mano e le acque cristalline di fonte lavorate sapientemente dai mastri birrai creano questa fragrante e spumeggiante bevanda che noi possiamo gustare. La birra quindi non è vissuta come una semplice bevanda ma è parte dell’identità nazionale ha un peso importante nella cultura popolare che potremmo paragonare al peso che ha la cultura vinicola in Italia e Francia.

 "U krále Brabantského" 

“Kde se pivo vari, tam se dobre dari” Dove si produce birra, si vive bene recita un vecchio detto boemo e per ragione di cose a Praga si vive benissimo, e potrete scegliere tra una vasta scelta di locali dai più antichi a quelli più moderni ma prima di sedervi e lasciarvi andare alla baldoria più sfrenata sappiate che ci sono delle piccole regole di bon ton giusto per non incappare in spiacevoli figure da punkabbestia, prima cosa evitare di disturbare gli avventori locali spostando sedie e tavoli per creare un proprio avanposto, cercate un posto libero o al massimo dividete il tavolo con qualcuno, su ogni tavolo c’è un mazzo di sottobicchieri prendetene uno e attendete il cameriere. Spesso per ordinare non è necessario parlare basta un cenno ed il cameriere vi porta una nuova birra, versare il fondo del boccale precedente in quello nuovo è considerata maleducazione e soprattutto ed anche i camerieri ve lo ricorderanno pedissequamente, quando pagherete il conto…….LASCIATE LA MANCIA!!!!

Dopo la caduta della cortina di ferro e di conseguenza l’arrivo del libero mercato alcuni dei più noti brand nazionali sono stati ceduti a multinazionali del settore, non senza polemiche soprattutto tra le fila dei più intransigenti tradizionalisti dando il via ad un nuovo “risorgimento”. Giovani Mastri Birrai si sono affacciati alla scena nazionale riproponendo birre di qualità rielaborando in chiave moderna antichi metodi di produzione artigianale con lo scopo principale di mantenere la autentica genuinità della tanto amata birra.

In conclusione vi consiglio di perdervi in questa città e deliziatevi con la magica atmosfera che Praga offre a tutti i suoi visitatori e quando alzate un boccale non state solo bevendo della birra ma state sorseggiando la storia di una nazione e se il vostro girovita ne risente e vi viene un po’ di pancetta non crucciatevi e ricorrete alla vecchia saggezza praghese che dice: Pivo dělá hezká těla ovvero La birra rende belli i corpi.

 

 

 

 

 

Appunti di viaggio: Storie e suggestioni sulle sponde della Moldava.

“Ora conoscete tutti
I bardi e le loro canzoni
Quando le ore saranno passate
Chiuderò gli occhi
In un mondo lontano
Potremo incontrarci di nuovo
Ma ora ascoltate la mia canzone
Sull’alba della notte
Cantiamo la canzone del bardo
.”

                                                                     Blind Guardian

Solo le canzoni di un bardo possono raccontare questa storia che affonda le sue radici nel mito della principessa Libuse, terzogenita del re e nipote del primo Re di Boemia era la principessa più amata per la sua saggezza e la lungimiranza si pensava fosse dotata del dono della preveggenza. La leggenda vuole che un giorno al calare della sera, quando il sole si nasconde dietro l’orizzonte e le tenebre cominciano ad occultare ogni cosa alla vista, la principessa il suo consorte ed il loro seguito stessero passeggiando sulle mura di cinta della fortezza di Visehrad ad un certo punto Libuse si fermò e colta da una premonizione ed indicando un punto lontano oltre il fiume profetizzò:

“Vedo una città
che sarà illustre nel mondo
e la cui gloria raggiunge le stelle.
Questo luogo è celato nelle profondità dei boschi,
a nord lo protegge la valle del Brusnice,
a sud una grande montagna rocciosa.
La Moldava si apre la strada sotto le sue pendici.
Costruite questa città, ve l’ordino,
là dove io vi indicherò.
Sulla Moldava, sotto Petřín,
un falegname fabbrichi con il figlio una soglia;
e per questa soglia chiamate la città Praga.
I popoli, seppur forti come leoni,
curveranno la testa davanti a questa soglia
per averla salva.
Così la mia città
avrà lode e gloria
.”

Libuse

Il giorno seguente vennero inviati messi a cercare il falegname nella direzione che la profezia aveva indicato e sotto la collina di Petrin trovarono un falegname e suo figlio che stavano segando un albero che sarebbe servito per costruire la soglia della casa del figlio, Prah in ceco significa porta ed ha così l’inizio il mito di Praha ovvero Praga………

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Esistono mille altre storie che narrano la vita di questa mitica principessa, molte sono poco più che favole che si raccontano ai bambini nelle fredde serate invernali ma sono solo alcune delle storie che questa città custodisce. Passeggiare lungo la Moldova oppure tra le vie di Mala Strana attraverso i suoi giardini nascosti oppure attraversare il Ponte e perdersi per le vie di Stare Mesto, Praga ti affascina come affascinano le belle ragazze che incroci per le strade, ad un’occhiata superficiale può sembrare fredda e distante come solo le fredde capitali del nord ma non bisogna confondere, non è freddezza è sobrietà data dalla consapevolezza della grandezza del patrimonio di questa città che fu capitale del mondo.

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Quello che ho capito passeggiando per le strade di Praga è che Praga ed ogni ceco hanno i piedi profondamente piantati nel passato ma lo sguardo decisamente proiettato al futuro, come se il buio in cui era sprofondata dalla seconda guerra mondiale in poi, passando attraverso il comunismo si sia finalmente dissolto, dalla caduta del muro alla liberazione dal regime Praga sta ritornando a prendersi quella gloria che la principessa Libuse profetizzò secoli fa.

Appunti di viaggio: Da Bokong a Bomod-ok una lunga passeggiata tra risaie e cascate.

Questa di sicuro è stata la passeggiata più lunga ed impegnativa che ho fatto ma la più panoramica e suggestiva cominciata di buon’ora, incredibile come divento mattiniero quando viaggio, mi sono diretto verso est uscendo dal centro abitato arrivato all’altezza del Sagada weaving (è un negozio di souvenir ma sulle guide era segnato come punto di riferimento) sulla sinistra si trova una scalinata che conduce ad un sentiero che scende dolcemente in mezzo ai campi ed alle risaie che a quell’ora erano innondate da un sole allegro che dissipava l’uminidità notturna avvolgendo tutto di luce e calore, facendo brillare le messi ancora coperte della rugiada mattutina.

#Sagada #Sagada

#Sagada

Il sentiero ad un certo punto arriva ad un fiumiciattolo che si guada passando un ponticello per poi riprendere il sentiero verso monte fino alle cascate che con mio disappunto erano già abbondantemente gremite di gente nonostante fosse primo mattino. La cascata, per quanto modesta, aveva una piscina naturale che prometteva una frescura eletrizzante e la gente intorno a me aprofittava della sosta per tuffarsi, mi sono pentito di non essermi portato un cambio di vestiti ma a mente fredda forse è stato meglio così se avessi fatto anche solo un tuffo sarei andato avanti tutto il giorno a farlo come un bambino strafatto di zuccheri e avevo ancora un sacco di strada da fare.

#Bokong, #Waterfalls

Ripreso il sentiero l’ho seguito sino a quando si è ricongiunto alla strada principale che porta al villaggio di Banga-an circa 4 km più avanti, una strada poco trafficata quasi tutta l’ombra della foresta che allevia la calura che cominciava ad essere opprimente, in più  la passeggiata offriva panorami affascinanti e scene di vita squisitamente bucolica che alleviavano comunque i piccoli disagi della camminata. Quello che mi divertiva era osservare le facce della gente che mi vedeva sbucare dal nulla, come se non fosse normale fare tutta quella strada a piedi, poi quando sono stato superato da minivan carichi di prodi turisti ho capito il perchè di quelle faccie perplesse……comunque rimango dell’idea che ho visto più cose ed ho apprezzato meglio la bellezza che mi circondava.

#Sagada

#Sagada #Sagada

#Sagada

Arrivato finalmente al villaggio mi sono preso una piccola pausa per guardarmi intorno e notavo gente che usciva da un sentiero stravolta e andare ad accasciarsi all’ombra per bere bottiglie d’acqua a garganelle come se fossero appena sopravissuti ad un’attraversamento del Gobi……sulle prime non ci ho pensato ma di li a poco avrei scoperto il perchè di tanta prostrazione.

Per accedere al sentiero che porta alle cascate bisogna ingaggiare una guida locale perchè qualche volta, per via delle tradizioni legate alle stagioni di semina e raccolto, alcuni sentieri possono risultare chiusi o bloccati poi comunque il prezzo della guida è un piccolo aiuto alla economia agricola della gente che abita questa valle. La mia guida era una simpatica signora sulla cinquantina molto chiaccherona di nome Maria che mi ha accompagnato in questa camminata di poco più di 45 minuti tra risaie e il villaggio che per volontà degli stessi abitanti è rimasto a valle per rimanere vicino ai campi. Decisione che influenza e non poco la vita quotidiana di quella piccola comunità agricola, l’isolamento quasi totale costringe i contadini a lunghe ed estenuanti comminate carichi come muli di provviste sù e giù per la valle, così per rispetto cedevo volentieri il passo a quegl’infaticabili camminatori ed intanto ne aprofittavo per riprendere fiato e godermi il superbo spettacolo di quelle magnifiche risaie terrazzate  che s’incastravano l’un all’altra, l’acqua che scorreva creava magnifici giochi di cascatelle in lontanaza qualche imponente bufalo sguazzava nelle pozze per rinfrescarsi dal sole che picchiava come un martello sulle teste di tutti me compreso dato che stavo sudando come un porco e cominciavo ad avere fretta di arrivare alla cascata per cercare un’attimo di tregua dalla canicola.

#Sagada

#Sagada #sagada

A fondovalle si cominciava a sentire il rombo sordo delle acque che si sfracellavano sulle roccie sottostanti e l’aria da calda e appicicosa si faceva più fresca segno che la meta era vicina, di li a poco imboccata una stretta gola scavata dalla forza delle acqua del fiume, le cui fresche acque promettevano un bagno rinvigorente e vedendo gente sguazzare beatamente mi sono rammaricato nuovamente per non essermi portato il costume………poi eccola a fine della gola la Bomod ok un salto di 21 metri che finalmente meritava appieno il titolo di cascata, il premio per quella scoperta è stato “pucciare” i piedi nelle freche acque che mi ha provocato un lungo brivido di piacere che mi è corso su per la schiena.

#waterfall 

Dopo una buona mezz’ora nella quale ho recuperato le energie ho intrapeso la via del ritorno ed ho iniziato a comprendere perchè quelli che tornavano da li erano malamente distrutti, la risalita era anche più dura e dopo la lunga passeggiata che avevo fatto fino a li le forze cominciavano ad abbandomarmi ed intimamente maledicevo tutte le sigarette che mi sono fumato in vita mia. Ma solo dopo un supremo ultimo sforzo sono riuscito ad arrivare in cima al sentiero e dopo essermi bevuto d’un fiato una bottiglia d’acqua sono collassato all’ombra mentre Maria (la mia guida) se la rideva fresca come una rosa come se niente fosse successo!! Dopo avere visto quali fatiche comportava vivere in quel villaggio ho sviluppato un forte rispetto per questa gente che ha rinunciato alla comodità di un posto a monte per mantenere con tutti i pro ed i contro la loro identità contadina. Fortunatamente non sono tornato a Sagada a piedi come sono venuto a ho avuto la fortuna di prendere l’ultimo Jeepney e mentre rientravo in camera ero sfinito ma stranamente felice di esserlo.

Appunti di viaggio: On the road to Sagada.

La piccola vacanza delle mie guide era giunta al termine, Jehan e Claudyl dovevano ritornare nella city per riprendere la loro quotidianità, non finirò mai di ringraziarle per la disponibilità e la amicizia disinteressata che mi hanno mostrato introducendomi in questa nuova avventura che anche se cominciata da poco mi aveva già regalato tante emozioni. Separate le nostre strade ero di nuovo solo, ho passato ancora un paio di giorni a bighellonare in spiaggia prima di trovare la voglia di rimettermi in strada e cambiare panorama. Davanti a me si snodava un lungo percorso che seguiva la costa della provincia di Zambales, attraversava la provincia di Pangasinan per entrare nella provincia di Benguet e fare tappa nella città di Baguio, la porta d’accesso alle provincie montane.

#road, #toSagad

Se programmate un viaggio nelle Filippine mettete in conto di passare tanto tempo in autobus, che rimane il mezzo più affidabile per raggiungere tutte le destinazioni, presa con pazienza e con parecchia filosofia può alla fine risultare anche piacevole. Dal mare alla montagna con lo sguardo puntato fuori dal finestrino cercando di cogliere immagini e profumi dai villaggi dei pescatori in riva al mare che lasciavano posto alle immense distese di risaie, piantagioni lussureggianti di mango banane e cocco, qua e la qualche vacca e qualche bufalo pascolano pigramente mentre la strada comincia a salire prima colline montagne fino a Baguio dove sono arrivato che oramai era notte, stanco dalla lunga giornata mi sono trovato un piccolo rifugio non avavo un gran interesse nel cimentarmi nella visita della città nonostante che Baguio viene considerata il punto d’incontro tra la cultura delle basse Filippine e la cultura animista delle tribes che ancora vivono a nord. Avevo voglia di perdermi nelle foreste e ammirare quelle vallate dove la paziente mano dell’uomo ha modellato le montagne quindi il giorno seguente all’alba ero in pista pronto per prendere l’autobus.

#road, #toSagad #road, #Sagada

#road, #Sagada

Lasciata di buon ora la città, non dopo una colazione da campioni, l’autobus di linea ha cominciato ad arrampicarsi lungo la Hanselma highway fino a toccare quota 2255 m. un lungo serpentone di asfalto che si inoltra nel cuore della cordigliera passando attraverso piccoli villaggi di contadini dalle case di bamboo, spesso dovevamo superare carretti stracarichi destinati a chissaquale mercato. Immense pinete che colpite dal primo calore mattutino si ricoprono di una sottile nebbia che turbina a valle trasportata dalla brezza montana che rendeva l’aria fresca carica dell’odore pulito delle foreste e della terra e così dopo sole 6 ore di autobus nel primo pomeriggio finlmente ero arrivato alla mia destinazione.

#road, #Sagada #mondoteo #road, #Sagada

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Appunti di viaggio: Il sorriso delle Filippine

E’ sempre un problema cominciare un nuovo post di viaggio, sono qua a casa tranquillo con tutto quello di cui ho bisogno davanti e non mi viene da scrivere niente, vuoto totale, butto giù qualche riga poi quando le rileggo le cancello subito. Tutte le idee che fino a qualche minuto prima mi circolavano in testa…… sparite, eppure di cose da raccontare ce ne sarebbero. Sfoglio e risfoglio il mio taccuino per trovare un filo logico da seguire per raccontarvi questa storia e la meraviglia che più di una volta mi ha colto. Le filippine comunque sono una nazione che vive e sopravvive alle terribili calamità che regolarmente si abbattono sottoforma di tifoni, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Lo Skyline di Manila che si staglia brillante nella notte il paradiso per pochi filippini privilegiati ma più sotto la povertà più nera fatta di bidonville di violenza, zone d’ombra dove l’inferno apre le sue porte per salire in terra, ma Manila è solo uno dei mille aspetti di questo arcipelago che vive di mille contradizioni, basta spostarsi dalla giungla di asfalto per trovarsi di nuovo in paradiso, una natura selvaggia e lussureggiante montagne mistiche e giungle impenetrabili baie isolate dove lo stress naufraga su spiaggie di fine sabbia bianca.On the road da Manila a Port Burton passando per le montagne di Sagada e ovunque io sia stato sono stato sempre accolto con cordialità ed un sorriso caldo che ancora oggi a quasi un mese dal mio ritorno mi fanno sembrare queste giornate fredde di quasi fine gennaio un pò meno freddo.

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