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Appunti di viaggio:Couchsurfing in Porto Antonio

Adoro fare Couchsurfing per la quantità di esperienze e persone che incontri,toccare con mano la quotidianità di chi ti ospita,condividere emozioni idee e momenti di convivialità.Vivere il viaggio nel suo profondo cercando di relazionare la propria cultura con quella di chi ti sta davanti.

Questa volta mi ha accolto Bianka e la sua funky famiglia giamateutonica composta da Bianka,Dwayne,la piccola Lily e la bella Angela dai lunghissimi dredd biondi.

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Premetto che quando le ho chiesto l’ospitalità pensavo fosse l’ennesimo europeo che aveva la villa ai caraibi,per poi ricredermi quando sono arrivato in loco una sgangherata casetta in legno abbarbicata su lato di una collina di snowhill a uno sputo da Porto Antonio,il mio divano era una magnifica tenda in giardino che faceva tanto campeggio.Neanche il tempo di appoggiare lo zaino che subito Angela mi ha invitato al fiume a fare il bagno,invito che ho accettato con gioia un per rinfrescarmi un poco,mentre scendevamo verso il fiume a piedi ne ho approfittato per chiaccherare un po con Angela ragazza tedesca di Berlino che era in Giamaica da due mesi a fare volontariato nelle scuole giamaicane,insegnava nelle high school di Porto Antonio e si è ritrovata a confrontarsi con un sistema scolastico indietro nelle tecniche di insegnamento a suo dire integraliste rispetto agli standard scolastici europei,poi naturalmente è stato il mio turno di parlare e le ho raccontato i motivi che mi portavano nei caraibi,la mia voglia di vedere cose nuove ed il gusto di vivere.Chiaccherando e camminando siamo arrivati sulle rive del Rio Grande dove senza indugio mi sono fatto un tuffo.

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Anche Bianka è tedesca di Berlino est per essere esatti,dopo la caduta del muro ha girato il mondo e si è stabilita in giamaica dove vive con Lily la figlia e con Dwayne il suo compagno,quello che mi è piaciuto di questa funky giamateutonica famiglia e la allegria,con loro ho passato cinque giorni nei quali mi hanno fatto sentire di casa,anche per loro mi sono prodotto in un bel piatto di spaghetti al pomodoro fresco che onestamente pure io mi sono leccato i baffi!!!

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Appunti di viaggio:Port Antonio

La baia dove dove sorge oggi la città fu scoperta dagli spagnoli che la chiamarono Puerto Anton,ma non si presero mai la briga di insediarvisi,con la seguente invasione inglese il primo insediamento fu nominato Titchfield che sin dai primi anni di vita dovette fare fronte ad una lotta con nativi maroon,la prima generazione di schiavi liberata dagli spagnoli per combattere l’invasione inglese,con la seguente ritirata spagnola dall’isola essi rimasero a combattere per la loro libertà in quanto nuovo colonizzatore poteva significare….nuova schiavitù…..quindi si diedero alla macchia nascondendosi nelle valli delle Blue Mountain da dove conducevano una sorta di guerra partigiana.

Dopo che fu stipulato il trattato di pace tra la comunità Maroon e gli inglesi Titchfield cominciò ad estendersi richiamando altri coloni che avviarono piantagioni di banane diventando verso la fine del ‘700 il porto bananiero più importante dei Caraibi.I primi turisti giunsero verso la fine del ‘800 trasportati dalle bananiere che salpavano dai porti del Nord America.

Quando agli inizi del ‘900 nella zona si diffuse la malattia di Panama andò a distruggere le piantagioni la salvezza dell’economia fu proprio il turismo,l’arrivo di una stella di Hollywood del calibro di Errol Flynn che si stabilì sulla Navy Island movimentò e non poco le notti di porto,tra feste che oggi sono raccontate come e vere e proprie leggende,e ciucche colossali,nei ruggenti anni ‘30 Port Antonio si guadagnò il blasone di prima località turistica di lusso!

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A differenza di MoBay o Ochy,Port Antonio non è stata ancora toccata dalle grandi catene alberghiere che colano tonnellate di cemento armato,chiudono le spiaggie per farle diventare bagni dove si deve pagare un’ingresso per poter fare un tuffo ed è volontà della comunità evitare che tutto questo accada la comunità e tutto il distretto di Portland ha aderito al programma Green Globe che propone come linea guida l’educazione al comportamento socialmente e ambientalmente sostenibile.Durante la mia permanenza c’era una sorta di “comunity pride”,varie associazioni formate per lo più da gente comune si adoperava per tappare i buchi nelle strade,ridipingeva i posti che ne avevano bisogno,c’erano un gruppo di agguerritissime nonne che vendevano dolci e frutta per raccogliere altri fondi che sarebbero stati investiti per altri progetti,il lavoro era vissuto in maniera festosa ed anche gli studenti davano il loro contributo.Questa iniziativa potrei provare ad esportarla anche in Italia ma questo spirito di comunità lo stiamo perdendo per un mero individualismo dove contano solo gli interessi di pochi piuttosto che il benessere di tanti………

Passeggiare per Port Antonio è monto easy non vieni stressato da mille persone che cercano di tirarti chissà che pacco……l’impressione di essere in una Giamaica più genuina si fa un pò più viva quindi diventa più facile apprezzare le sfaccettature di questa città divisa dalla Titchfield peninsula in due baie gemelle con Navy Island come cancello di entrata.Partendo dal centro città dirigetevi verso Allan Ave per una passeggiata lungo Fisherman’s beach dove i pescatori scaricano il frutto del loro lavoro distribuendolo ai tanti piccoli ristorantini che si annidano a bordo spiaggia,l’atmosfera è molto rilassata ganja,aromi,mare,reggae che t’invita a rallentare il tuo passo fino a trovare un posto dove sedersi bere una red stripe ghiacciata e fare una merenda velce a base di jerk e godere di questo piccolo variopinto angolo di Giamaica.

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Rifocillato e rinfrescato ho continuato a seguire la costa sino al bivio per Folly dove si trova il faro eretto nel 1880,l’atmosfera gioiosamente caotica lascia lo spazio al silenzio rotto solo dal fangersi dei turchesi flutti sulla spiaggia alla mia sinistra a destra un campetto sportivo ben curato dove gli studenti della vicina scuola praticavano sport,proseguendo sul viale si cammina sotto dei magnifici mandorli,che riparano dal forte sole e dal riverbero dorato del mare,seguendo il sentiero vi troverete ad un certo punto davanti ad un cancello che sembra chiuso in realtà è solo accostato,sorpassatelo e vi troverete in un meraviglioso giardino tropicale in fondo al quale sulla scogliera si trova il faro dipinto di bianco ed arancione.

Un’altra piccola sosta ai piedi del faro è d’obbligo,osservare il moto del mare gofiarsi e spumeggiare per poi abbattersi con forza sulla scogliera creando spruzzi e giochi d’acqua mozzafiato,la solitudine e la mole del faro che si para innanzi alla forza rabbiosa del mare ne fa un angolo assolutamente affascinante di Port Antonio.

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Tornando sui miei passi ed uscito dallo stesso cancello da cui ero entrato ho notato un sentierino sulla mia sinistra,la curiosità mi diceva vai a vedere dove porta e quindi lo seguii,portava all’altro lato della scogliera dalla quale potevo ammirare Wood Island una piccola isoletta disabitata che sembra uscita da un libro di racconti sui pirati,proseguendo per il sentiero arriverete alla piccola spiaggetta antestante all’isola e se la giornata non è troppo ventosa ed il mare non è troppo grosso si può camminare per la poca distanza che separa l’isola dalla terraferma e magari chissà trovare qualche tesoro sepolto perso nel tempo.

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Questa passeggiata mi ha lasciato dentro un sacco di immagini,pensieri positivi o semplicemente Good Vibes come amano dire da quelle parti.

Appunti di viaggio:quel bus per Porto Antonio.

La mia permanenza a Ocho Rios è stata di soli tre giorni,mercatini a parte,non me la sono sentita di visitare i posti che mi ero prefissato prima di partire,non per pigrizia ma l’orda di crocieristi intasava le attrazioni e non avevo voglia di fare tutto di fretta,quindi mi sono parecchio dedicato al caro e vecchio cazzeggio.In un certo senso Ocho Rios non aveva più niente da raccontarmi quindi salutati i miei padroni di casa mi sono rimesso in viaggio on the road la nuova destinazione: Port Antonio.

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Caricato lo zaino sul primo route taxi in direzione Port Maria mi sono accomodato e ho osservato il paesaggio sfilarmi intorno,l’ultimo edificio che segna il confine del paese è lo studio di IRIE fm la radio che raggiunge tutti gli angoli dell’isola,da qua in poi la sensazione di lasciare la Giamaica più turistica per entrare nella Giamaica più genuina si fa più intensa gli scenari cambiano si fanno più modesti piccoli villaggi di pescatori e baie in cui il tempo sembra fermarsi e dilatarsi in una dimensione più umana.In questo tratto di costa,tra Ocho rios e Port Maria,visse Sir Ian Flemming……..ovvero il padre dell’agente segreto più famoso del mondo,che prese casa sulla spiaggia di Oracabessa dandole il nome di Goldeneye,il legame che Flemming aveva con l’isola era talmente viscerale che ambientò ben cinque avventure di 007 sull’isola,anche il nome del nostro eroe,James Bond,pare che sia stato preso in prestito dall’autore del “Birds of the West Indies” considerato una specie di bibbia per l’ornitologia,anche il cinema ha reso omaggio a l’amore di Flemming per la giamaica vi ricordate questa scena?

La spiaggia in questione si trova a Ovest di Ocho Rios presso un posto chiamato Laughing Waters vicino alle Dunn’s River Falls se mai vi capitasse di passare da quelle parti………

La mia strada però mi portava nella direzione opposta e la prima fermata per il cambio taxi è stata Port Maria un piccolo villaggio di pescatori piazzato in mezzo una baia dalle acque turchesi sovrastata dalla montagna un posto incantevole per la sua semplicità,sulla spiaggia erano allineate le coloratissime imbarcazioni da pesca,e all’ombra degli alberi i pescatori che rattoppavano le reti e preparavano l’attrezzatura per la seguente battuta di pesca,mi sarei fermato un pò più a lungo a godere della semplicità di questo villaggio ma avevo una tabella di marcia da rispettare e dopo un cambio taxi ero di nuovo sulla strada A3 che segue la costa come una montagna russa su verdi colline per poi gettarsi a capofitto fino quasi a sfiorare le acque cristalline dei caraibi,roba da fermarsi per un tuffo in ogni piccola spiaggia che vedevo,perso in tutte queste fantasticherie ero giunto ad Annotto Bay per l’ennesimo cambio mezzo dal Taxi al mini bus.

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Annotto Bay è stato uno dei porti commerciali più importanti dell’isola,in questa località oltre le merci venivano sbarcati gli schiavi provenienti dall’Africa e come merci venivano ammassati in capannoni che sono ancora in piedi oggi,silenziosi testimoni della storia e della sofferenza del popolo giamaicano,il paese conserva palazzi dallo stile coloniale l’atmosfera era differente dal quello che avevo visto fino a quel momento.

Mentre aspettavo che il bus partisse mi è successa una cosa molto divertente che vi vado a raccontare;ero tranquillamente seduto al mio posto a farmi i fatti miei leggendo un libro e ascoltando i miei mp3 con gli auricolari fino a che sono stato riportato sulla terra da qualcuno che bussava alla mia spalla………era l’autista che gentilmente mi chiedeva se conoscessi la donna seduta al posto dietro il mio……io chiesi gentilmente perchè con l’aria di chi cascava dal pero,l’autista mi spiegò allora che la tipa dietro di me aveva detto che il biglietto suo l’avrei pagato io in quanto suo fidanzato,al che mi sono voltato per vedere la mia fantomatica fidanzata ed ho fatto una fatica bestia per non riderle sguaiatamente in faccia,avete presente brutta?!che detto a questa donna sarebbe stato anche un complimento,ma questa era brutta come una che è caduta da piccola dall’albero dei brutti prendendosi tutti i rami in faccia,allora ho guardato lei mi sono girato verso l’autista dicendogli che non l’avevo mai vista in vita mia,lei capendo che non le avrei pagato il biglietto ha cominciato ad insistere sul fatto che eravamo fidanzati e che avevamo passato notti di passione selvaggia facendo sesso maleducato fino all’alba……detta sta clamorosa cazzata io e l’autista ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere e con noi tutto il bus che aveva assistito a tutto il siparietto,poi gentilmente è stata invitata a pagarsi il biglietto altrimenti sarebbe dovuta scendere,questa sentendosi con le spalle al muro ha cominciato a dare di matto,minacciandomi di accoltellarmi e dopo un pò di tafferugli e un sacco di risate,la scena era troppo comica per rimanere anche con una parvenza di compostezza,l’autista è riuscito a fatica ad allontanare la mia “fidanzata” siamo partiti per l’ultima tappa della mia giornata Port Antonio.

Appunti di viaggio: un minuto di relax…….

Un minuto di relax,un minuto per ordinare le idee e rileggere il taccuino che uso in viaggio per appuntarmi tutte le impressioni le idee e le sensazioni che hanno animato questo viaggio,scrivere per non dimenticare e far sognare.

Sfoglio il taccuino e guardo le foto,fino a che alla fine non ho montato un piccolo video con gli scatti e piccoli spezzoni di video catturati con la mia fedelissima compatta,ne è venuto fuori una clip che racconta con immagini e musica la bellezza della Giamaica spero che vi piaccia quanto a me è piaciuto realizzarlo.

Appunti di viaggio:Couchsurfing in Ocho Rios

Vivendo in una località turistica ed avendo lavorato per anni per grandi alberghi ho sviluppato un’avversione per le suddette perchè spesso ti mettono in scena tutti gli stereotipi del luogo regalando un’impressione di posticcio a tutta la nostra vacanza,e soprattutto io che lavoro in una realtà turistica mi sentirei stressato a essere in un posto del genere,come se mi portassi il lavoro in ferie,fino a che non sono venuto a conoscenza del Couchsurfing……..

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Couchsurfing è una comunità mondiale fatta da viaggiatori per viaggiatori,una volta che ti iscrivi puoi ricevere ospitalità praticamente dove vuoi quando sei in viaggio,il vantaggio oltre risparmiare qualche soldo è quello di immergersi nella quotidianità casalinga,condividere punti di vista differenti senza filtri,senza quell’aria posticcia del turista da pacchetto all inclusive,mi è capitato di trovare ottimi compagni di viaggio,l’altra cosa divertente è che quando sei a casa puoi decidere se ospitare anche tu viaggiatori,e restituire le cortesie che hai ricevuto durante il viaggio!

Comunque quando sei ospite è,cosa moooolto gradita da tutti,contribuire alla vita sociale dei nostri padroni di casa,ricordiamoci che non siamo in albergo,offrirsi di lavare i piatti non ha mai ucciso nessuno…….io ho sfruttato il fattore italia quindi quando mi faccio ospitare mi offro sempre di cucinare non parto mai senza due ingredienti fondamentali ovvero olio di oliva e una buona scorta di spaghetti.

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Un’altro aspetto divertente di praticare questo modo di viaggiare è la varietà di “alloggi “ che hai a disposizione,a Ocho Rios sono stato ospitato da Annabella una cittadina inglese che ha lasciato la vecchia e fredda Inghilterra per il calore e la vivacità caraibica,vive con suo marito in una villa abbarbicata sulla scogliera uscendo dal paese verso Porto Antonio,un posto meravigliosamente tranquillo fuori dal caos del centro,la casa è un vero è proprio museo di manufatti collezionati negli anni da diversi artisti Jamaicani,una casa museo piena di piccole meraviglie che raccontavano un pò la storia del popolo giamaicano di cui lei è sicuramente un’esperta.La mia ospite in seguto ho scoperto che è famosa in città in quanto è la direttrice della Harmony Hall che è una vecchia casa padronale risalente 1886 adiacente ad una vecchia piantagione di pimento negli anni ha anche ospitato la casa parrocchiale di una chiesa metodista per poi essere convertita a vetrina per l’arte e l’artigianato di pregio,e vi consiglio di farci un giro!!!

Sono stato ospite di Annabella per tre giorni ed è stata un’esperienza interessante con dei ospiti fuori dal comune che mi hanno lasciato delle vibrazioni molto positive.

link utili:

couchsurfing spiegato come funziona dategl un’occhiata può essere un’avventura divertentissima!!!

Harmony hall il sito contiene tutte le informazioni sulla galleria d’arte,che ancora una volta consiglio caldamente di visitare,all’interno del sito troverete pure la sezione “jamaica cottages” se state cercando un angolo tranquillo di Ocho Rios per le vostre vacanze un’occhiata di sicuro la merita,comunque se continuate ad essere  dubbiosi date uno sguardo pure su trip advisor sul quale ci sono molte recensioni!!!!!

Appunti di viaggio: Ocho Rios

Adagiata in una baia che offre paesaggi incantevoli,Ocho Rios in origine era un piccolo villaggio di pescatori circondato da estese piantagioni di canna da zucchero risalenti all’epoca coloniale,ha perso tutta l’atmosfera del passato per lo sviluppo massiccio dell’industria del turismo che dagli anni 80 ha completamente stravolto la fisionomia del territorio,attualmente Ocho Rios è uno degli porti turistici più affollati dei caraibi,quando sono arrivato in paese sulle banchine c’erano ormeggiate tre enormi navi da crociera e in paese regnava il caos più totale.Passeggiare per Main street può risultare una vera e propria impresa,preparatevi ad essere fermati da sedicienti guide turistiche o da venditori ambulanti insistenti allo sfinimento,il mio consiglio se mai vi trovaste a passare per Ocho Rios è quello di rifiutare gentilmente e non prestare loro molta attenzione poichè questi individui spesso sono dei truffatori pronti a svuotarvi il portafogli

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Contrattempi a parte comunque passeggiare è divertente,il caos del traffico si mischia alla musica reggae rigorosamente sparata a volumi altissimi,causa sovrafollamento da turisti crocieristi le principali attrazioni turistiche erano impraticabili non ho potuto visitare alcuni dei posti che mi ero prefissato di visitare,quindi ho optato per il piano B,mi sono infilato nel mercato ortofrutticolo alla caccia di spezie e di profumi,amo questi mercati,sono posti che mi riportano indietro nel tempo a quei variopinti e chiassosi mercati di paese,che ancora si trovano nel centro sud d’Italia,ero tornato un bambino e saltavo da una bancarella all’altra ad annusare spezie,assaggiare frutta e verdura contrattare sui prezzi,un’esperienza divertentissima che consiglio,l’aria era premia di questo particolare aroma che oramai stiamo perdendo,oggi la spesa la si fa nei supermercati o comodamente svaccati sul divano per comprare prodotti senza gusto senza odore……..ma non perdiamo il filo……

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Fatto shopping e uno spuntino veloce innaffiato con dell’ottimo succo di radici fatto in casa mi sono diretto al Craft market ovvero il mercatino dell’artigianato,qua i banditori sono un pò più insistenti ma con le buone maniere si sistema tutto,in questo mercato quello che mi ha colpito è stato un personaggio che definire ecclettico è poco….artigiano,filosofo,poeta e compositore di musica reggae,quando mi ha fermato dal mio bighellonare tra le bancarelle gli ho detto gentilmente non avrei comprato niente e lui candidamente mi ha risposto che non voleva vendermi niente,mi aveva fermato perchè Jah mi aveva messo sulla sua strada,incuriosito dalla particolarità di questo vecchio rastaman mi sono seduto accanto al suo banchetto e da lì è nata una lunga discussione “filosofica” sulla vita l’amore e la sfiga………mi sono sfogato,gli ho raccontato la mia vita le mie aspettative e qualche tormento che agitava il mio cuore,abbiamo paralto a lungo e durante tutto il nostro parlare Rasta Bob,cantava,infilava le sue poesie da vero e consumato uomo di spettacolo,un tipo di una intelligenza rara non parlava mai senza un lunga pausa,come se  soppesasse ogni singola sillaba,rigirava l’enorme spinello che passava da un’angolo all’altro della bocca ed alla fine esprimeva il suo concetto  come meglio credeva…..

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Alla fine il succo di tutto il nostro filosofare era di non stare a perdere tempo a rimuginare sulla sfiga perchè succede,Jah ha un piano per tutti noi ci mette alla prova,il mondo è sempre lo stesso cambia sol il modo in cui lo viviamo,sta a noi viverlo nella maniera più serena in armonia con le vibrazioni del mondo.

Help me Jah and show me my real friends because I already know who my enemy is”

                                                                                          Rasta Bob                

 Che letteralmente vorrebbe dire:aiutami Jah e mostrami chi è mio amico perchè conosco già chi mi è nemico……….

Nella vita a volte chi ci è più vicino può essere il nostro nemico peggiore,all’opposto il nostro più grande nemico può essere il più prezioso degli amici,il pomeriggio passato a chiaccherare con questo vecchio saggio rastaman mi ha dato un sacco di spunti su cui rimuginare per tutto il viaggio,non avrei chiesto di meglio,congedato mi con rispetto ho ripreso il mio bighellonare per Ocho Rios era quasi ora di tornare alla base! 

Appunti di viaggio:Jamaica on the road

Ops ci sono ricascato,sono tornato in Jamaica per un viaggio on the road,suggestionato dai mille romanzi d’avventura piratesca,mischiata alla nostalgia ,infondo considero la  Jamaica come casa,non nascondo che il mio sogno nel cassetto è quello di ritirarmi là a vivere,coltivarmi il mio piccolo orto e vivere così in armonia con la terra il cielo ed il mare.

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Jamaica on the road,da Montego bay fino per Port Antonio zaino in spalla immegergendomi nella cultura ed incontrando gente,facendo couchsurfing e a volte campeggiando,un’esperienza lontana dalle solite vacanze rinchiuso nel solito resort asettico.Ho speso un paio di giorni a Montego bay per recuperare un pò dal Jet leg presso una piccola guest house molto carina appena fuori dal casino della città a 10 min dall’aeroporto,gestita da due ragazze europee dopo un volo con due scali ero esausto quindi ho optato per questo posto per recuperare energie.

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Recuperate le energie era ora di partire verso la prima tappa del mio viaggio Ocho Rios,muoversi per la Giamaica non è poi così difficile,sulla Highway A1 che corre sulla costa e battuta da sgangheratissimi Route taxi e taxi collettivi che sono economici e forniscono tuttosommato un servizio adeguato,certo a volte ci si deve adattare ma che gusto ci sarebbe a trovare tutto facile?La highway è una strada dolce che sfila tra lussuosi resort e campi da golf curati con precisione quasi zen,un contrasto fortissimo con la natura selvaggia che si scorge sulle colline,allontanandosi dalla zona “hotelera” la strada scendeva verso il mare e attraversa piccoli villaggi di pescatori dove a riva si possono osservare le barche tirate a riva e le reti e le nasse lasciate asciugare al sole,ristorantini coloratissimi che propongono delizie a base di pesce cucinate secondo le più strette tradizioni giamaicane,piccoli posti dove l’industria del turismo sembra non aver fatto danni.

Il pulmino viaggiava pigro tra colline e mare,era domenica ed intorno a me c’era gente che si stava recando alle funzioni domenicali,l’autoradio suonava ritmi gospel e motown c’era chi canticchiava sommessamente fino a che questa canzone ha rotto ogni timidezza……

L’autista comincio la prima strofa ed in meno che non si dica tutti intorno a me cantavano facendo da coristi,una situazione spassosa che li per li mi ha spiazzato un pò.ONE LOVE dicono in Jamaica che vuo dire tutto e niente,i vecchi saggi rasta che dio non risiede solo in cielo ma è parte della nostra anima,due “io”nella stessa persona …..ONE BLOOD…..il senso di appartenenza e di solidarietà che lega ogni giamaicano alla sua isola ,come se l’isola stessa fosse una grande madre.

Questi concetti mi rimbalzavano nella testa mentre il pullmino viaggiava a tempo di musica facendo vibrare le corde del mio animo attraversando pigramente colline e correndo a fianco del velluto blu del mar dei caraibi,è proprio vero che in viaggio la destinazione non conta ,le cose migliori stanno sempre nel mezzo.

LINK UTILI

American Airlines per farvi un’idea dei costi per il volo

                    couchsurfing questa comuniti è fatta da viaggiatori per viaggiatori

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