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Appunti di viaggio: Da Bokong a Bomod-ok una lunga passeggiata tra risaie e cascate.

Questa di sicuro è stata la passeggiata più lunga ed impegnativa che ho fatto ma la più panoramica e suggestiva cominciata di buon’ora, incredibile come divento mattiniero quando viaggio, mi sono diretto verso est uscendo dal centro abitato arrivato all’altezza del Sagada weaving (è un negozio di souvenir ma sulle guide era segnato come punto di riferimento) sulla sinistra si trova una scalinata che conduce ad un sentiero che scende dolcemente in mezzo ai campi ed alle risaie che a quell’ora erano innondate da un sole allegro che dissipava l’uminidità notturna avvolgendo tutto di luce e calore, facendo brillare le messi ancora coperte della rugiada mattutina.

#Sagada #Sagada

#Sagada

Il sentiero ad un certo punto arriva ad un fiumiciattolo che si guada passando un ponticello per poi riprendere il sentiero verso monte fino alle cascate che con mio disappunto erano già abbondantemente gremite di gente nonostante fosse primo mattino. La cascata, per quanto modesta, aveva una piscina naturale che prometteva una frescura eletrizzante e la gente intorno a me aprofittava della sosta per tuffarsi, mi sono pentito di non essermi portato un cambio di vestiti ma a mente fredda forse è stato meglio così se avessi fatto anche solo un tuffo sarei andato avanti tutto il giorno a farlo come un bambino strafatto di zuccheri e avevo ancora un sacco di strada da fare.

#Bokong, #Waterfalls

Ripreso il sentiero l’ho seguito sino a quando si è ricongiunto alla strada principale che porta al villaggio di Banga-an circa 4 km più avanti, una strada poco trafficata quasi tutta l’ombra della foresta che allevia la calura che cominciava ad essere opprimente, in più  la passeggiata offriva panorami affascinanti e scene di vita squisitamente bucolica che alleviavano comunque i piccoli disagi della camminata. Quello che mi divertiva era osservare le facce della gente che mi vedeva sbucare dal nulla, come se non fosse normale fare tutta quella strada a piedi, poi quando sono stato superato da minivan carichi di prodi turisti ho capito il perchè di quelle faccie perplesse……comunque rimango dell’idea che ho visto più cose ed ho apprezzato meglio la bellezza che mi circondava.

#Sagada

#Sagada #Sagada

#Sagada

Arrivato finalmente al villaggio mi sono preso una piccola pausa per guardarmi intorno e notavo gente che usciva da un sentiero stravolta e andare ad accasciarsi all’ombra per bere bottiglie d’acqua a garganelle come se fossero appena sopravissuti ad un’attraversamento del Gobi……sulle prime non ci ho pensato ma di li a poco avrei scoperto il perchè di tanta prostrazione.

Per accedere al sentiero che porta alle cascate bisogna ingaggiare una guida locale perchè qualche volta, per via delle tradizioni legate alle stagioni di semina e raccolto, alcuni sentieri possono risultare chiusi o bloccati poi comunque il prezzo della guida è un piccolo aiuto alla economia agricola della gente che abita questa valle. La mia guida era una simpatica signora sulla cinquantina molto chiaccherona di nome Maria che mi ha accompagnato in questa camminata di poco più di 45 minuti tra risaie e il villaggio che per volontà degli stessi abitanti è rimasto a valle per rimanere vicino ai campi. Decisione che influenza e non poco la vita quotidiana di quella piccola comunità agricola, l’isolamento quasi totale costringe i contadini a lunghe ed estenuanti comminate carichi come muli di provviste sù e giù per la valle, così per rispetto cedevo volentieri il passo a quegl’infaticabili camminatori ed intanto ne aprofittavo per riprendere fiato e godermi il superbo spettacolo di quelle magnifiche risaie terrazzate  che s’incastravano l’un all’altra, l’acqua che scorreva creava magnifici giochi di cascatelle in lontanaza qualche imponente bufalo sguazzava nelle pozze per rinfrescarsi dal sole che picchiava come un martello sulle teste di tutti me compreso dato che stavo sudando come un porco e cominciavo ad avere fretta di arrivare alla cascata per cercare un’attimo di tregua dalla canicola.

#Sagada

#Sagada #sagada

A fondovalle si cominciava a sentire il rombo sordo delle acque che si sfracellavano sulle roccie sottostanti e l’aria da calda e appicicosa si faceva più fresca segno che la meta era vicina, di li a poco imboccata una stretta gola scavata dalla forza delle acqua del fiume, le cui fresche acque promettevano un bagno rinvigorente e vedendo gente sguazzare beatamente mi sono rammaricato nuovamente per non essermi portato il costume………poi eccola a fine della gola la Bomod ok un salto di 21 metri che finalmente meritava appieno il titolo di cascata, il premio per quella scoperta è stato “pucciare” i piedi nelle freche acque che mi ha provocato un lungo brivido di piacere che mi è corso su per la schiena.

#waterfall 

Dopo una buona mezz’ora nella quale ho recuperato le energie ho intrapeso la via del ritorno ed ho iniziato a comprendere perchè quelli che tornavano da li erano malamente distrutti, la risalita era anche più dura e dopo la lunga passeggiata che avevo fatto fino a li le forze cominciavano ad abbandomarmi ed intimamente maledicevo tutte le sigarette che mi sono fumato in vita mia. Ma solo dopo un supremo ultimo sforzo sono riuscito ad arrivare in cima al sentiero e dopo essermi bevuto d’un fiato una bottiglia d’acqua sono collassato all’ombra mentre Maria (la mia guida) se la rideva fresca come una rosa come se niente fosse successo!! Dopo avere visto quali fatiche comportava vivere in quel villaggio ho sviluppato un forte rispetto per questa gente che ha rinunciato alla comodità di un posto a monte per mantenere con tutti i pro ed i contro la loro identità contadina. Fortunatamente non sono tornato a Sagada a piedi come sono venuto a ho avuto la fortuna di prendere l’ultimo Jeepney e mentre rientravo in camera ero sfinito ma stranamente felice di esserlo.

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Appunti di viaggio: Vita da spiaggia e tipi da spiaggia.

Le giornate di Liw-Liwa passano come in una canzone dei Beach boys tra onde, sole e sabbia. In mare piccoli gruppi di surfisti seduti sulle loro tavole chiaccherano distrattamente mentre i loro sguardi inquieti scrutano i moti ondosi speranzosi di scorgere un’onda per celebrare quella comunione tra anima e mare mentre sul bagnasciuga le ragazze scoccavano i loro sorrisi più civettuoli ai ragazzi che si mettevano in mostra sfoderando tutte le loro abilità nella disciplina dello Skimboarding che consiste nel correre dal bagnasciuga verso l’onda di risacca che si forma a riva con la tavola gettarla in acqua e saltarci sopra per sfruttare l’onda come un vero e proprio tranpolino.

#soleemare, #surf, #pinoy, #amoviaggiare DSCN0657

#amoviaggiare, #surf, #wave

Tra tutti i ragazzi che vedevo sfrecciare verso l’acqua tavola in mano ce n’era uno che si produceva in evoluzioni che mi lasciavano sbalordito, la mia esperienza fantozziana di qualche giorno prima me lo faceva anche un pò invidiare, leggero come una farfalla si librava tra un’onda e l’altra. Quando chiesi alle mie compagne di viaggio se conoscevano quel “fenomeno” mi risposero che era Manoy il campione filippino di skimboarding che era appena tornato da dagli States dove aveva partecipato a delle gare e a degli eventi organizzati dal suo sponsor la Exile, ma lo zoccolo duro del suo tifo e maggiore sponsor del surfer rimaneva Liw-Liwa che porta orgogliosamente tatuata su un braccio. A Liw-Liwa non c’è nightlife, non ci sono fireshow o beach party si surfa fino a quando c’è luce la sera e si gode del bello che il mare ci offre sempre con lo sguardo perso a cercare la prossima onda che permetta a questi spiriti inquieti di librarsi sulla cresta dell’onda.

 

 

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