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Appunti di viaggio: I fantasmi di Praga.

E’ difficile raccontare Praga senza ripetersi o scadere nella banale cronaca di posti visitati o di piatti gustati, ma la storia in questa città è come un bisbiglio, ombre che strisciano tra le pietre delle vie barocche di Mala Strana, sussurri che corrono lievi sulle tranquille acque della Moldava e dita invisibili che ti sfiorano il viso nelle viuzze oscure che si snodano intorno alla torre dell’orologio.

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Dopo il tramonto, quando le strade si svuotano delle masse brulicanti di turisti che si affrettano a trovare un comodo rifugio nelle tante taverne e birrerie, le strade si fanno più oscure si entra in una dimensione più sulfurea, strane ed inquietanti apparizioni possono turbare il calmo e placido scorrere del tempo. Non si parla di favole buone per bambini ma di anime tormentate che ritornano dall’oltre in cerca a volte di giustizia e a volte in cerca di redenzione, fantasmi di epoche lontane che ancora oggi abitano le vie del centro. Praga sin da tempi remoti ha sempre avuto un legame stretto con l’esoterismo e la magia, durante il regno di Rudolf II d’Asburgo astrologi, alchimisti, sedicenti maghi affollavano la corte trasformando il cuore del sacro romano impero in un vero centro magico, nella biblioteca dell’università Klementinum sono conservati alcuni dei testi di esoterismo più antichi d’ Europa, un altro record di questa città è quello di città più infestata del mondo quindi se siete alla ricerca di qualche brivido aspettate che calino le tenebre………

Correva l’anno 1410 quando mastro Hanus creò un orologio tanto perfetto che niente poteva essere paragonato in quell’ epoca al suo capolavoro, l’opera portò alla città onori e lustri ma gli fu in un certo senso fatale, quando giunse all’attenzione del consiglio cittadino una infondata voce che sosteneva che un’altra città intendeva ingaggiare il mastro orologiaio per costruire un altro orologio. Questa notizia scatenò scompiglio all’interno del palazzo dell’ amministrazione comunale si discusse a lungo su come fermare mastro Hanus dal lavorare fuori Praga, avrebbero potuto corromperlo arricchendolo, abbindolarlo con le melliflue false promesse che solo gli abili politici sanno fare invece scelsero la via più crudele e criminale durante una oscura notte dei sicari furono mandati a cavare gli occhi al povero mastro orologiaio così che non potesse più posare lo sguardo sulla sua opera e soprattutto non ne potesse realizzare altri. Quando si riebbe dalle terribili afflizioni patite nonostante la menomazione meditò la sua vendetta, la sua conoscenza della sua opera era tanto profonda che nonostante la cecità riuscì dopo essersi introdotto nella camera degli ingranaggi a sottrarne uno talmente piccolo che l’intero meccanismo si bloccò e rimase immobile per decenni, nessuno riuscì a ripararlo tanto che il consiglio dovette supplicare mastro Hanus di riparare l’orologio, alla fine il mastro orologiaio rimise a al suo posto il piccolo ingranaggio e l’orologio ricominciò a funzionare. Sono 600 anni che allo scoccare di ogni ora la morte ruota la sua clessidra  e suona la campana per ricordare a tutti i peccatori la caducità della vita terrena.

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Attraversando la piazza della città vecchia alle spalle del Kinsky palace troviamo il Tyn courtyard un complesso di palazzi risalenti al dodicesimo secolo, ai tempi fortificati, che fungevano da magazzini e alloggi per tutti i mercanti provenienti da Europa ed Asia, un posto sicuro per riposare e condurre i propri affari sotto la protezione del Re al costo di un piccolo dazio doganale chiamato Ungelt. Durante le brumose notti praghesi pare che una presenza spaventi i poveri passanti, lo spettro oscuro di un mercante turco con un lungo mantello nero nel quale nasconde la testa mozzata di una ragazza. La storia racconta di questo mercante turco che per certi affari aveva preso alloggio presso l’ Ungelt, dopo un certo tempo si trovò innamorato della figlia del taverniere che lo ricambiò, fu tanta la passione che travolse i due innamorati che decisero di convolare a nozze. La futura sposa insistette perché il suo futuro si convertisse facendosi battezzare e si trasferisse a Praga, il turco accettò di buon grado di trasferirsi così lontano da casa ma si rifiutò il battesimo ma dovette comunque, prima di sposarsi, tornare in Turchia per sistemare alcune faccende, fece promettere alla sua amata di aspettarlo pregandola di rimanergli fedele. La figlia del locandiere mantenne le sue promesse per un po’ ma quando l’amato è lontano dagli occhi e dal cuore le promesse diventano meno salde di quello che sembravano e la giovane si promise ad un altro uomo sposandolo. Quando il mercante Turco ritornò per reclamare la sua sposa si ritrovò gabbato ed una grande rabbia lo colse, invitò la sua e amata ad un incontro segreto per dirle addio ma invece di augurarle il bene la sgozzò e la decapitò gettando il corpo in una delle cantine delle case del Ungelt ma tenendosi per se la testa. Se doveste incontrare il fantasma del turco potreste anche incontrare il fantasma di una ragazza senza testa che segue il suo assassino fino a che non riavrà la testa indietro.

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Di notte per le vie di Praga non suonano mai vuote e non ti senti mai solo, occhi invisibili ti scrutano nell’oscurità ombre furtive si muovono veloci e silenziose come gatti ed ogni minimo rumore si trasforma in frastuono si ha come la sensazione di un incontro imminente, ma se nel vostro peregrinare per l’urbe nocturna in lontananza sentite sferragliare potreste trovarvi nei dintorni del nuovo palazzo comunale dove si aggira di notte in notte un cavaliere in armatura la cui storia ha inizio sotto il regno di Jan Lucenbursky quando Praga era piena di ogni sorta di genti. Il cavaliere era solito camminare per le strade in armatura in modo da scoraggiare qualsiasi tipo di malintenzionato. Un giorno ebbe bisogno di riparare la sua attrezzatura provata da svariate lotte di strada, si recò nella bottega di un’ armiere dove mentre attendeva che il mastro artigiano portasse a termine le riparazioni vide la bella figlia dell’artigiano rimanendone folgorato cadendone innamorato sin dal primo sguardo. In poco tempo divenne un cliente fisso della bottega trovando, di volta in volta, nuove scuse per avere il tempo di vedere il suo amore. Un giorno però egli in uno slancio di coraggio le parlò e come un fiume in piena le confessò il suo sentimento ma ella lo rifiutò umiliandolo egli sconvolto e rabbioso prese da una parete della bottega un pugnale e glie lo piantò con tutta la sua forza nel petto, la povera ragazza oramai in fin di vita guardò il cavaliere che ancora teneva in mano il pugnale sporco del sangue ancora caldo, con un fil di voce e gli ultimi bagliori di vita scaglio una maledizione sul suo assassino che nella vita ha avuto un cuore di pietra nella morte sarebbe si sarebbe traformato in acciaio e solo l’abbraccio compassionevole di un’ innocente vergine l’avrebbe liberato e finalmente riposare in pace. Capita che ogni cento anni la statua che rappresenta il cavaliere sparisca dalla sua nicchia in un angolo del palazzo per cercare una vergine che lo liberi……

Praga è una città magica tra le sue vie si sono aggirati santi e satanelli mille sono le storie di amore e sangue, di violenza e miracoli quindi fate molta attenzione a chi incontrate nella notte potrebbe non essere quello che ci si aspettava e se al mattino vi svegliate con un vago senso di inquietudine probabilmente avete danzato anche voi con l’ignoto. 

 

Appunti di viaggio: L’oro di Praga.

Praga è sinonimo di Storia, arte, cultura ma anche sinonimo di birra, “il pane liquido” come amano scherzosamente definire i cechi la bionda è prodotta sin dall’anno mille come è riportato nelle cronache raccolte nel monastero di Opatovice, il miglior grano della Moravia, il prezioso luppolo della qualità Saaz raccolto a mano e le acque cristalline di fonte lavorate sapientemente dai mastri birrai creano questa fragrante e spumeggiante bevanda che noi possiamo gustare. La birra quindi non è vissuta come una semplice bevanda ma è parte dell’identità nazionale ha un peso importante nella cultura popolare che potremmo paragonare al peso che ha la cultura vinicola in Italia e Francia.

 "U krále Brabantského" 

“Kde se pivo vari, tam se dobre dari” Dove si produce birra, si vive bene recita un vecchio detto boemo e per ragione di cose a Praga si vive benissimo, e potrete scegliere tra una vasta scelta di locali dai più antichi a quelli più moderni ma prima di sedervi e lasciarvi andare alla baldoria più sfrenata sappiate che ci sono delle piccole regole di bon ton giusto per non incappare in spiacevoli figure da punkabbestia, prima cosa evitare di disturbare gli avventori locali spostando sedie e tavoli per creare un proprio avanposto, cercate un posto libero o al massimo dividete il tavolo con qualcuno, su ogni tavolo c’è un mazzo di sottobicchieri prendetene uno e attendete il cameriere. Spesso per ordinare non è necessario parlare basta un cenno ed il cameriere vi porta una nuova birra, versare il fondo del boccale precedente in quello nuovo è considerata maleducazione e soprattutto ed anche i camerieri ve lo ricorderanno pedissequamente, quando pagherete il conto…….LASCIATE LA MANCIA!!!!

Dopo la caduta della cortina di ferro e di conseguenza l’arrivo del libero mercato alcuni dei più noti brand nazionali sono stati ceduti a multinazionali del settore, non senza polemiche soprattutto tra le fila dei più intransigenti tradizionalisti dando il via ad un nuovo “risorgimento”. Giovani Mastri Birrai si sono affacciati alla scena nazionale riproponendo birre di qualità rielaborando in chiave moderna antichi metodi di produzione artigianale con lo scopo principale di mantenere la autentica genuinità della tanto amata birra.

In conclusione vi consiglio di perdervi in questa città e deliziatevi con la magica atmosfera che Praga offre a tutti i suoi visitatori e quando alzate un boccale non state solo bevendo della birra ma state sorseggiando la storia di una nazione e se il vostro girovita ne risente e vi viene un po’ di pancetta non crucciatevi e ricorrete alla vecchia saggezza praghese che dice: Pivo dělá hezká těla ovvero La birra rende belli i corpi.

 

 

 

 

 

Appuntamento con mondoteo

Quando cominciai a scrivere mondoteo era una paginetta web della piattaforma windows live spaces, era nata per gioco, una valvola di sfogo dove raccontare le cose che mi appassionavano. Poi con il tempo piano piano questo mio piccolo spazio è cresciuto e piano piano ha acquistato follower e consensi fino a che non sono notato da Carlo L’antiviaggiatore che mi ha intervistato per il suo blog.

Dopo quell’intervista sono stato invitato come relatore ad un evento organizzaato dalla Biblioteca comunale di Stresa, la mia città, per parlare dei miei viaggi e dei libri che li hanno ispirati, chi l’avrebbe mai detto che la mia passione ed il mio modo di intendere i viaggi potesse interessare qualcun’altro oltre che il piccolo gruppo di follower che leggono le mie esplorazioni. La cosa mi alletta e spaventa anche un pò ma non potevo non cogliere questa occasione!!!

#mondoteo

Quindi amici e lettori se siete in zona e volete passare un paio d’ore a sentirmi sproloquiare siete i benvenuti!!

Appunti di viaggio: Echo Valley e bare sospese.

Le giornate a Sagada scorrono veloci, sarà per tutte le bellezze naturali che riempiono gli occhi, sarà per le lunghe e solitarie passeggiate in questi meravigliosi luoghi che danno l’impressione di essere sperduti se non fosse per i contadini che si recano ai loro campi e sporadici viaggiatori che incroci sulla strada. La mia “esplorazione” di oggi mi conduceva verso la Echo valley, seguendo un sentiero che si snoda presso il cimitero e si inoltra nella valle per poi scendere a picco, ma prima di scendere verso fondovalle misi alla prova la fama del posto lanciando due poderosi eja eja alalà e visto che il gioco mi divertiva, in quel momento ero solo, ho lanciato un viva la gnocca(perdonatemi ma ogni tanto un pò di sana stupidità ci stà…..) esaurito il momento ludico mi sono riimmerso nel silenzio placido della foresta, pini dall’alto fusto si mescolano a banani che crescono selvatici e felci che sembrano più alberi le cui fronde raggiungono dimensioni ragguardevoli.

#EchoValley, #Sagada

Il verde cangiante contrastava il blù intenso del cielo sgombro da nuvole e quando i raggi del sole riuscivano a penetrare quella folta verzura creavano giochi di luce che rendevano l’atmosfera se vuoi un pò magica, diversi tipi di uccelli trovavano alloggio sotto quelle volte e accompagnavano i miei passi con il loro gorgheggiare. Arrivato a fondovalle mi sono ritrovato davanti ad uno sperone di roccia alto svariati metri sulla cui parete sono state sospese delle bare, disseminate per tutta la echo valley alcune di queste bare arrivano ad avere secoli mentre alcune sono più recenti segno che le antiche tradizioni animiste sono ancora fortemente radicate nel DNA di questa popolazione montana. Ma ottenere questo tipo di tumulazione è un onore che pochi possono permettersi, per ottenere questo onore l’anziano prima della fine dei suoi giorni deve offrire agli spiriti ancestrali un sacrificio di venti maiali ed una quantità tre volte superiore di polli. L’onore comporta anche l’onere infatti la gente crede che le anime dei defunti siano anche i guardiani che tengono lontano la malasorte e gli spiriti malefici.

#EchoValley, #Sagada #EchoValley, #Sagada

#EchoValley, #Sagada

Prima di prendere il sentiero che mi avrebbe riportato in paese ho lasciato una piccola offerta agli spiriti protettori di questa valle, nello zaino avevo una fischetta con del buon rum e dopo averne versato un pò spero di essermi essermi ingraziato la buona sorte e di essermi fatto perdonare per aver disturbato l’eterno riposo.

Appunti di viaggio: Colori e profumi, il mercato di Sagada.

Una notte mentre dormivo il sonno dei giusti, nella strada sotto la mia finestra rumori e schiamazzi mi strappavano dal caldo abbraccio di morfeo con mio gran disappunto vista l’ora, circa le quattro del mattino, mi sono ritrovato a smoccolare sacramenti. Il cielo era ancora scuro e puntato di stelle da est a ovest segno che l’alba era ancora lontana, ma in strada c’era già frenesia sembrava un formicaio di contadini che si affrettavano ad accaparrarsi le posizioni migliori per esporre e vendere le proprie merci……visto che niente avrei potuto per fermare questo casino mi ributtai a letto cercando d’ignorare il gran caos che regnava fuori. Quando, qualche ora più in là, mi riaffacciai alla finestra il mercato era in pieno svolgimento………

#Sagada, #market

#Sagada, #market

Le voci dei venditori si mescolavano a quelle degli acquirenti, un microcosmo di colori dove tra una contrattazione e l’altra la gente si fermava per uno spuntino od una semplice chiaccherata. Armato della mia macchina fotografica mi sono tuffato in questo microcosmo assaggiando e odorando manghi dal profumo dolce ed intenso, mele piccole e dalla buccia rosa dalla polpa succosa senza contare noci di cocco ed enormi caschi platani e banane. Verdure e legumi di ogni taglia e colore aglio, cipolle e zenzero appena strappati dal ricco suolo e fagioli cornetti lunghissimi deliziosi e croccanti anche consumati crudi e mille altre varietà.

#Sagada, #market 

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In tutti i miei viaggi non ho mai mancato di visitare i mercati, dalla Thailandia alla Jamaica non c’è niente di più bello e colorato, ed il mercato di Sagada non è da meno l’ho trovato evocativo e soprattutto genuino e per dirla con una parola molto in voga molto slow food. In mezzo a questo caleidoscopio di persone mi sembra di tornare indietro nel tempo quando ero un bimbetto perennemente appresso alla gonna della nonna che girava annusando tastando scrupolosamente la frutta e la verdura che poi sarebbe finita sulla tavola nei meravigliosi pasti che quella santa donna preparava per una truppa di nipotini scalmanati e costantemente affamati come lupi. Se chiudo gli occhi mi pare ancora di scorgerla nella sua cucina indaffarata e di sentire  ancora il profumo di cose buone, quel profumo che sa di casa se capite cosa intendo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appunti di viaggio: Da Bokong a Bomod-ok una lunga passeggiata tra risaie e cascate.

Questa di sicuro è stata la passeggiata più lunga ed impegnativa che ho fatto ma la più panoramica e suggestiva cominciata di buon’ora, incredibile come divento mattiniero quando viaggio, mi sono diretto verso est uscendo dal centro abitato arrivato all’altezza del Sagada weaving (è un negozio di souvenir ma sulle guide era segnato come punto di riferimento) sulla sinistra si trova una scalinata che conduce ad un sentiero che scende dolcemente in mezzo ai campi ed alle risaie che a quell’ora erano innondate da un sole allegro che dissipava l’uminidità notturna avvolgendo tutto di luce e calore, facendo brillare le messi ancora coperte della rugiada mattutina.

#Sagada #Sagada

#Sagada

Il sentiero ad un certo punto arriva ad un fiumiciattolo che si guada passando un ponticello per poi riprendere il sentiero verso monte fino alle cascate che con mio disappunto erano già abbondantemente gremite di gente nonostante fosse primo mattino. La cascata, per quanto modesta, aveva una piscina naturale che prometteva una frescura eletrizzante e la gente intorno a me aprofittava della sosta per tuffarsi, mi sono pentito di non essermi portato un cambio di vestiti ma a mente fredda forse è stato meglio così se avessi fatto anche solo un tuffo sarei andato avanti tutto il giorno a farlo come un bambino strafatto di zuccheri e avevo ancora un sacco di strada da fare.

#Bokong, #Waterfalls

Ripreso il sentiero l’ho seguito sino a quando si è ricongiunto alla strada principale che porta al villaggio di Banga-an circa 4 km più avanti, una strada poco trafficata quasi tutta l’ombra della foresta che allevia la calura che cominciava ad essere opprimente, in più  la passeggiata offriva panorami affascinanti e scene di vita squisitamente bucolica che alleviavano comunque i piccoli disagi della camminata. Quello che mi divertiva era osservare le facce della gente che mi vedeva sbucare dal nulla, come se non fosse normale fare tutta quella strada a piedi, poi quando sono stato superato da minivan carichi di prodi turisti ho capito il perchè di quelle faccie perplesse……comunque rimango dell’idea che ho visto più cose ed ho apprezzato meglio la bellezza che mi circondava.

#Sagada

#Sagada #Sagada

#Sagada

Arrivato finalmente al villaggio mi sono preso una piccola pausa per guardarmi intorno e notavo gente che usciva da un sentiero stravolta e andare ad accasciarsi all’ombra per bere bottiglie d’acqua a garganelle come se fossero appena sopravissuti ad un’attraversamento del Gobi……sulle prime non ci ho pensato ma di li a poco avrei scoperto il perchè di tanta prostrazione.

Per accedere al sentiero che porta alle cascate bisogna ingaggiare una guida locale perchè qualche volta, per via delle tradizioni legate alle stagioni di semina e raccolto, alcuni sentieri possono risultare chiusi o bloccati poi comunque il prezzo della guida è un piccolo aiuto alla economia agricola della gente che abita questa valle. La mia guida era una simpatica signora sulla cinquantina molto chiaccherona di nome Maria che mi ha accompagnato in questa camminata di poco più di 45 minuti tra risaie e il villaggio che per volontà degli stessi abitanti è rimasto a valle per rimanere vicino ai campi. Decisione che influenza e non poco la vita quotidiana di quella piccola comunità agricola, l’isolamento quasi totale costringe i contadini a lunghe ed estenuanti comminate carichi come muli di provviste sù e giù per la valle, così per rispetto cedevo volentieri il passo a quegl’infaticabili camminatori ed intanto ne aprofittavo per riprendere fiato e godermi il superbo spettacolo di quelle magnifiche risaie terrazzate  che s’incastravano l’un all’altra, l’acqua che scorreva creava magnifici giochi di cascatelle in lontanaza qualche imponente bufalo sguazzava nelle pozze per rinfrescarsi dal sole che picchiava come un martello sulle teste di tutti me compreso dato che stavo sudando come un porco e cominciavo ad avere fretta di arrivare alla cascata per cercare un’attimo di tregua dalla canicola.

#Sagada

#Sagada #sagada

A fondovalle si cominciava a sentire il rombo sordo delle acque che si sfracellavano sulle roccie sottostanti e l’aria da calda e appicicosa si faceva più fresca segno che la meta era vicina, di li a poco imboccata una stretta gola scavata dalla forza delle acqua del fiume, le cui fresche acque promettevano un bagno rinvigorente e vedendo gente sguazzare beatamente mi sono rammaricato nuovamente per non essermi portato il costume………poi eccola a fine della gola la Bomod ok un salto di 21 metri che finalmente meritava appieno il titolo di cascata, il premio per quella scoperta è stato “pucciare” i piedi nelle freche acque che mi ha provocato un lungo brivido di piacere che mi è corso su per la schiena.

#waterfall 

Dopo una buona mezz’ora nella quale ho recuperato le energie ho intrapeso la via del ritorno ed ho iniziato a comprendere perchè quelli che tornavano da li erano malamente distrutti, la risalita era anche più dura e dopo la lunga passeggiata che avevo fatto fino a li le forze cominciavano ad abbandomarmi ed intimamente maledicevo tutte le sigarette che mi sono fumato in vita mia. Ma solo dopo un supremo ultimo sforzo sono riuscito ad arrivare in cima al sentiero e dopo essermi bevuto d’un fiato una bottiglia d’acqua sono collassato all’ombra mentre Maria (la mia guida) se la rideva fresca come una rosa come se niente fosse successo!! Dopo avere visto quali fatiche comportava vivere in quel villaggio ho sviluppato un forte rispetto per questa gente che ha rinunciato alla comodità di un posto a monte per mantenere con tutti i pro ed i contro la loro identità contadina. Fortunatamente non sono tornato a Sagada a piedi come sono venuto a ho avuto la fortuna di prendere l’ultimo Jeepney e mentre rientravo in camera ero sfinito ma stranamente felice di esserlo.

Appunti di viaggio: Sagada

Cercare di raccontare Sagada è difficile perchè non so come cominciare a farlo, condensare in poche parole sensazioni e suggestioni che questa cittadina che assomiglia ad un paesone con la sua gente cordiale e sorridente pronta ad offrire un sorso di tè caldo e due chiacchere o le lunghe passeggiate immersi nel silenzio in luoghi dove il tempo è un concetto relativo, un giorno può sembrare lungo un millennio ed un millennio può sembrare lungo un giorno. Venti che si gettano nelle vallate coperte di magnifici boschi ed alzano banchi fitti di foschia come se la notte le nuvole prendessero dimora in quelle foreste.

#Sagada

Gli abitanti di Sagada discendono da una antica tribù Applai, benchè convertiti a bastonate dai coloni al cristianesimo duro non hanno mai completamente abbandonato la loro tradizione animista ed ancora oggi se si è fortunati (o se si programma per tempo) si può assistere alle begnas ,una ricorrenza particolare che cade in un periodo tra metà ottobre ed i primi di novembre dove gli anziani del paese indossano solo un tanga e le anziane il tradizionale tapis si ritrovano in un dappai, sedili in pietra disposti a cerchio ed in centro un focolare dove vengono sacrificati polli, maiali e si suonano i gong e così facendo così si assicurano la benevolenza degli spiriti ancestrali per propiziare abbondanti messi e poi counque ci si abbandona alla festa più sfrenata. Ma la cosa che noterete di sicuro è l’estrema tranquillità e pace che regna nonostante il continuo afflusso turistico il motivo potrebbe essere anche perchè i locali coltivano e consumano cannabis? Chi può dirlo……io non ho visto neanche una piantina!!

#Sagada

Il primo giorno uscii dalla mia guesthouse di buon ora deciso a fare una bella passeggiata e solo dopo un’abbondante colazione mi misi in marcia senza alcuna meta particolare, ero guidato dalla voglia di esplorare aperto a tutto quello che avrei trovato sulla mia strada. Vagai per villaggi, risaie ed orti dove i contadini lavoravano alacremente mentre la giornata sembrava destinata ad un grigio piatto, la foschia che si alzava dalla foreste calava lenta e pesante sui campi avvolgendo tutto e tutti in un umido e freddo abbraccio finchè finalmente il sole fece la sua comparsa scaldandomi con i suoi caldi raggi.

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#Sagada #Sagada

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Non so per quanto seguii la strada ma ad un certo punto era finita nel nulla, avevo due opzioni andare avanti e vedere dove sarei finito oppure tornare sui miei passi mi affidai al classico testa o croce con una moneta da 5 peso con il risultato di ripercorrere a ritroso i miei passi ma comunque senza fretta era così bello camminare con il rumore dei propri pensieri!!

Sulla via del ritorno feci una piccola deviazione verso le Lumiang burial cave alle quali si accede seguendo un sentiero abbastanza semplice da individuare in quanto si tratta di una lingua di sentiero asfaltata probabilmente perchè le autorità locali erano stufe di andare a cercare turisti fai da te dispersi. All’ingresso della caverna sono impilate almeno un centinaio di bare, alcune di queste hanno qualche centinaio di anni con incisioni primitive sul coperchio raffiguranti sagome di lucertole testimoni della tradizione animista ancora presente nella cultura della gente delle montagne, questo tipo di sepoltura era dovuta alla mancanza di terra da destinare a cimitero essendo tutta coltivata e la grotta serviva anche da immenso portale per l’aldilà dove l’anime defunta poteva trovare la via per la casa degli antenati attraversando le immense sale sotterranee immerse nell’oscurità.

#Sagada #Sagada

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#Sagada

Molti che si accingevano ad una escursione speleologiga sottoterra mi chiesero se volvevo aggregarmi ma una sensazione negativa mi trattenne dall’inoltrarmi in quelle tenebre eterne, mi sentivo un pò come Gandalf alle porte di Moria, solitamente non sono un fifone ne tantomeno superstizioso sono dell’idea che certi luoghi vanno lasciati al loro silenzio……..ma queste sono solo mie opinioni  e se qualcuno si sente di avventurarsi la sotto buon divertimento!!!

#Sagada

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