pensieri ed immagini della mia vita

Articoli con tag ‘#adventure’

Appunti di viaggio: I fantasmi di Praga.

E’ difficile raccontare Praga senza ripetersi o scadere nella banale cronaca di posti visitati o di piatti gustati, ma la storia in questa città è come un bisbiglio, ombre che strisciano tra le pietre delle vie barocche di Mala Strana, sussurri che corrono lievi sulle tranquille acque della Moldava e dita invisibili che ti sfiorano il viso nelle viuzze oscure che si snodano intorno alla torre dell’orologio.

DSCN1334DSCN1335

DSCN1329

Dopo il tramonto, quando le strade si svuotano delle masse brulicanti di turisti che si affrettano a trovare un comodo rifugio nelle tante taverne e birrerie, le strade si fanno più oscure si entra in una dimensione più sulfurea, strane ed inquietanti apparizioni possono turbare il calmo e placido scorrere del tempo. Non si parla di favole buone per bambini ma di anime tormentate che ritornano dall’oltre in cerca a volte di giustizia e a volte in cerca di redenzione, fantasmi di epoche lontane che ancora oggi abitano le vie del centro. Praga sin da tempi remoti ha sempre avuto un legame stretto con l’esoterismo e la magia, durante il regno di Rudolf II d’Asburgo astrologi, alchimisti, sedicenti maghi affollavano la corte trasformando il cuore del sacro romano impero in un vero centro magico, nella biblioteca dell’università Klementinum sono conservati alcuni dei testi di esoterismo più antichi d’ Europa, un altro record di questa città è quello di città più infestata del mondo quindi se siete alla ricerca di qualche brivido aspettate che calino le tenebre………

Correva l’anno 1410 quando mastro Hanus creò un orologio tanto perfetto che niente poteva essere paragonato in quell’ epoca al suo capolavoro, l’opera portò alla città onori e lustri ma gli fu in un certo senso fatale, quando giunse all’attenzione del consiglio cittadino una infondata voce che sosteneva che un’altra città intendeva ingaggiare il mastro orologiaio per costruire un altro orologio. Questa notizia scatenò scompiglio all’interno del palazzo dell’ amministrazione comunale si discusse a lungo su come fermare mastro Hanus dal lavorare fuori Praga, avrebbero potuto corromperlo arricchendolo, abbindolarlo con le melliflue false promesse che solo gli abili politici sanno fare invece scelsero la via più crudele e criminale durante una oscura notte dei sicari furono mandati a cavare gli occhi al povero mastro orologiaio così che non potesse più posare lo sguardo sulla sua opera e soprattutto non ne potesse realizzare altri. Quando si riebbe dalle terribili afflizioni patite nonostante la menomazione meditò la sua vendetta, la sua conoscenza della sua opera era tanto profonda che nonostante la cecità riuscì dopo essersi introdotto nella camera degli ingranaggi a sottrarne uno talmente piccolo che l’intero meccanismo si bloccò e rimase immobile per decenni, nessuno riuscì a ripararlo tanto che il consiglio dovette supplicare mastro Hanus di riparare l’orologio, alla fine il mastro orologiaio rimise a al suo posto il piccolo ingranaggio e l’orologio ricominciò a funzionare. Sono 600 anni che allo scoccare di ogni ora la morte ruota la sua clessidra  e suona la campana per ricordare a tutti i peccatori la caducità della vita terrena.

DSCN1349 (2)

Attraversando la piazza della città vecchia alle spalle del Kinsky palace troviamo il Tyn courtyard un complesso di palazzi risalenti al dodicesimo secolo, ai tempi fortificati, che fungevano da magazzini e alloggi per tutti i mercanti provenienti da Europa ed Asia, un posto sicuro per riposare e condurre i propri affari sotto la protezione del Re al costo di un piccolo dazio doganale chiamato Ungelt. Durante le brumose notti praghesi pare che una presenza spaventi i poveri passanti, lo spettro oscuro di un mercante turco con un lungo mantello nero nel quale nasconde la testa mozzata di una ragazza. La storia racconta di questo mercante turco che per certi affari aveva preso alloggio presso l’ Ungelt, dopo un certo tempo si trovò innamorato della figlia del taverniere che lo ricambiò, fu tanta la passione che travolse i due innamorati che decisero di convolare a nozze. La futura sposa insistette perché il suo futuro si convertisse facendosi battezzare e si trasferisse a Praga, il turco accettò di buon grado di trasferirsi così lontano da casa ma si rifiutò il battesimo ma dovette comunque, prima di sposarsi, tornare in Turchia per sistemare alcune faccende, fece promettere alla sua amata di aspettarlo pregandola di rimanergli fedele. La figlia del locandiere mantenne le sue promesse per un po’ ma quando l’amato è lontano dagli occhi e dal cuore le promesse diventano meno salde di quello che sembravano e la giovane si promise ad un altro uomo sposandolo. Quando il mercante Turco ritornò per reclamare la sua sposa si ritrovò gabbato ed una grande rabbia lo colse, invitò la sua e amata ad un incontro segreto per dirle addio ma invece di augurarle il bene la sgozzò e la decapitò gettando il corpo in una delle cantine delle case del Ungelt ma tenendosi per se la testa. Se doveste incontrare il fantasma del turco potreste anche incontrare il fantasma di una ragazza senza testa che segue il suo assassino fino a che non riavrà la testa indietro.

 DSCN1374 (2)

Di notte per le vie di Praga non suonano mai vuote e non ti senti mai solo, occhi invisibili ti scrutano nell’oscurità ombre furtive si muovono veloci e silenziose come gatti ed ogni minimo rumore si trasforma in frastuono si ha come la sensazione di un incontro imminente, ma se nel vostro peregrinare per l’urbe nocturna in lontananza sentite sferragliare potreste trovarvi nei dintorni del nuovo palazzo comunale dove si aggira di notte in notte un cavaliere in armatura la cui storia ha inizio sotto il regno di Jan Lucenbursky quando Praga era piena di ogni sorta di genti. Il cavaliere era solito camminare per le strade in armatura in modo da scoraggiare qualsiasi tipo di malintenzionato. Un giorno ebbe bisogno di riparare la sua attrezzatura provata da svariate lotte di strada, si recò nella bottega di un’ armiere dove mentre attendeva che il mastro artigiano portasse a termine le riparazioni vide la bella figlia dell’artigiano rimanendone folgorato cadendone innamorato sin dal primo sguardo. In poco tempo divenne un cliente fisso della bottega trovando, di volta in volta, nuove scuse per avere il tempo di vedere il suo amore. Un giorno però egli in uno slancio di coraggio le parlò e come un fiume in piena le confessò il suo sentimento ma ella lo rifiutò umiliandolo egli sconvolto e rabbioso prese da una parete della bottega un pugnale e glie lo piantò con tutta la sua forza nel petto, la povera ragazza oramai in fin di vita guardò il cavaliere che ancora teneva in mano il pugnale sporco del sangue ancora caldo, con un fil di voce e gli ultimi bagliori di vita scaglio una maledizione sul suo assassino che nella vita ha avuto un cuore di pietra nella morte sarebbe si sarebbe traformato in acciaio e solo l’abbraccio compassionevole di un’ innocente vergine l’avrebbe liberato e finalmente riposare in pace. Capita che ogni cento anni la statua che rappresenta il cavaliere sparisca dalla sua nicchia in un angolo del palazzo per cercare una vergine che lo liberi……

Praga è una città magica tra le sue vie si sono aggirati santi e satanelli mille sono le storie di amore e sangue, di violenza e miracoli quindi fate molta attenzione a chi incontrate nella notte potrebbe non essere quello che ci si aspettava e se al mattino vi svegliate con un vago senso di inquietudine probabilmente avete danzato anche voi con l’ignoto. 

 

Appunti di viaggio: Storie e suggestioni sulle sponde della Moldava.

“Ora conoscete tutti
I bardi e le loro canzoni
Quando le ore saranno passate
Chiuderò gli occhi
In un mondo lontano
Potremo incontrarci di nuovo
Ma ora ascoltate la mia canzone
Sull’alba della notte
Cantiamo la canzone del bardo
.”

                                                                     Blind Guardian

Solo le canzoni di un bardo possono raccontare questa storia che affonda le sue radici nel mito della principessa Libuse, terzogenita del re e nipote del primo Re di Boemia era la principessa più amata per la sua saggezza e la lungimiranza si pensava fosse dotata del dono della preveggenza. La leggenda vuole che un giorno al calare della sera, quando il sole si nasconde dietro l’orizzonte e le tenebre cominciano ad occultare ogni cosa alla vista, la principessa il suo consorte ed il loro seguito stessero passeggiando sulle mura di cinta della fortezza di Visehrad ad un certo punto Libuse si fermò e colta da una premonizione ed indicando un punto lontano oltre il fiume profetizzò:

“Vedo una città
che sarà illustre nel mondo
e la cui gloria raggiunge le stelle.
Questo luogo è celato nelle profondità dei boschi,
a nord lo protegge la valle del Brusnice,
a sud una grande montagna rocciosa.
La Moldava si apre la strada sotto le sue pendici.
Costruite questa città, ve l’ordino,
là dove io vi indicherò.
Sulla Moldava, sotto Petřín,
un falegname fabbrichi con il figlio una soglia;
e per questa soglia chiamate la città Praga.
I popoli, seppur forti come leoni,
curveranno la testa davanti a questa soglia
per averla salva.
Così la mia città
avrà lode e gloria
.”

Libuse

Il giorno seguente vennero inviati messi a cercare il falegname nella direzione che la profezia aveva indicato e sotto la collina di Petrin trovarono un falegname e suo figlio che stavano segando un albero che sarebbe servito per costruire la soglia della casa del figlio, Prah in ceco significa porta ed ha così l’inizio il mito di Praha ovvero Praga………

WP_20160119_006

DSCN1314

Esistono mille altre storie che narrano la vita di questa mitica principessa, molte sono poco più che favole che si raccontano ai bambini nelle fredde serate invernali ma sono solo alcune delle storie che questa città custodisce. Passeggiare lungo la Moldova oppure tra le vie di Mala Strana attraverso i suoi giardini nascosti oppure attraversare il Ponte e perdersi per le vie di Stare Mesto, Praga ti affascina come affascinano le belle ragazze che incroci per le strade, ad un’occhiata superficiale può sembrare fredda e distante come solo le fredde capitali del nord ma non bisogna confondere, non è freddezza è sobrietà data dalla consapevolezza della grandezza del patrimonio di questa città che fu capitale del mondo.

DSCN1360IMG-20160122-WA0001

DSCN1317

DSCN1318WP_20160119_004

Quello che ho capito passeggiando per le strade di Praga è che Praga ed ogni ceco hanno i piedi profondamente piantati nel passato ma lo sguardo decisamente proiettato al futuro, come se il buio in cui era sprofondata dalla seconda guerra mondiale in poi, passando attraverso il comunismo si sia finalmente dissolto, dalla caduta del muro alla liberazione dal regime Praga sta ritornando a prendersi quella gloria che la principessa Libuse profetizzò secoli fa.

Appunti di viaggio: Praga

 Eccomi a casa, davanti allo schermo del mio Pc che passo e ripasso le foto e cerco di trovare il bandolo della matassa di pensieri ed emozioni che questa città mi ha regalato. Praga è sempre stato un pallino, un viaggio che chissà per quale motivo era rimasto chiuso nel cassetto nonostante fossi affascinato dal suo alone mitico, rafforzato dai miti e dalle mille leggende che ancora impregnano per le antiche vie ciottolate del centro e che nelle fredde e brumose notti invernali riprendono vita. Una miscela di sacro e profano, di nobile e plebeo ed una storia degna della trama delle Cronache del ghiaccio e fuoco (il trono di spade) dove la differenza tra mito e realtà storica è talmente sottile da rendere difficile distinguere, in effetti, quale sia l’una o l’altra.

DSCN1218

DSCN1339DSCN1313

La spinta per tirare fuori questo viaggio dal cassetto però non è stata la cultura o la mia brama di viaggiare ma bensì la mia voglia di un concerto di sano e corroborante Heavy Metal. Curiosando tra vari siti ho scoperto che i Manowar erano in tour con uno show omaggio a due dei loro album più epici di sempre ovvero “Kings of Metal” e “Gods of War” e dopo un controllo veloce delle mie finanze sulla mia PostePay ero possessore dei due preziosi tagliandi e anche di due biglietti di andata e ritorno per la capitale boema.

2016-Gods-and-Kings-Tour-FB-profile-NEW-FINAL

Ed è così che mi addentrai per le antiche strade, dove ogni pietra erosa dal freddo e dai milioni passi che le hanno calpestate sono pregne di leggende e misteri dove il confine tra fantasia e realtà è una sottile linea tracciata tra le righe della storia.  

 

Appuntamento con mondoteo

Quando cominciai a scrivere mondoteo era una paginetta web della piattaforma windows live spaces, era nata per gioco, una valvola di sfogo dove raccontare le cose che mi appassionavano. Poi con il tempo piano piano questo mio piccolo spazio è cresciuto e piano piano ha acquistato follower e consensi fino a che non sono notato da Carlo L’antiviaggiatore che mi ha intervistato per il suo blog.

Dopo quell’intervista sono stato invitato come relatore ad un evento organizzaato dalla Biblioteca comunale di Stresa, la mia città, per parlare dei miei viaggi e dei libri che li hanno ispirati, chi l’avrebbe mai detto che la mia passione ed il mio modo di intendere i viaggi potesse interessare qualcun’altro oltre che il piccolo gruppo di follower che leggono le mie esplorazioni. La cosa mi alletta e spaventa anche un pò ma non potevo non cogliere questa occasione!!!

#mondoteo

Quindi amici e lettori se siete in zona e volete passare un paio d’ore a sentirmi sproloquiare siete i benvenuti!!

Appunti di viaggio: Esplorando Zambales.

Dopo quasi venti ore di viaggio ingiro per aeroporti atterro felicemente in quel di Manila alle undici di sera, effettuati i controlli doganali di rito mi sono diretto all’uscita del terminal dove ad attendermi c’era Jehan, una ragazza filippina che conobbi tramite un post su Couchsurfing in Cambogia quando visitai Angkor e quando le comunicai che avrei visitato le Filippine si è offerta come guida turistica. Approfittando del fatto che io arrivavo esattamente di venerdì sera lei era riuscita ad organizzare un week end lungo senza dovermi preoccupare dei particolari, unici indizi che mi aveva fornito erano: surf e barbeque quindi dopo un pit stop per una doccia veloce ed una penichella, giusto per recuperare un pò di forze, abbiamo caricato i bagagli e Claudyl, un’amica di Jehan che si è unita alla nostra escursione e nel cuore della notte ci siamo messi in viaggio.

#mappa #lighthouse #Philippines #pinoy #adventure #viaggiare #Asia 

Ero elettrizzato, viaggiare di notte verso una destinazione ignota mi faceva sentire come un bambino, siccome ero seduto al posto del navigatore mi sono prodotto in un serratissimo interrogatorio anche per tenere compagnia a Jehan che era la driver della spedizione. All’alba abbiamo attraversato Subic bay e dopo una sosta per farmi un caffè una sigaretta e soprattutto quattro passi, cominciavo a sentire le piaghe da decubito alle chiappe dopo tante ore seduto. A mattina inoltrata finalmente eravamo arrivati a San Antonio, dove ci siamo recati al mercato cittadino e abbiamo fatto scorte per la giornata, un tonno fresco e tutto l’occorrente per un bel pick nick alla modica cifra di 5 euri, già avevo l’acquolina!! Fatti tutti gli acquisti ci siamo incontrati con la nostra guida che ci avrebbe portato fino alle Capones Islands. Ripartiti da San Antonio abbiamo preso la strada che porta al villaggio di Pindaquit dove una bangka ci attendeva per salpare. Non potevo essere più fortunato ero atterrato da meno di 12 ore e già avevo i piedi affondati nella sabbia in una giornata splendida giornata di sole. Acque color zaffiro si aprivano alla passaggio della prua del bangka che avanzando borbottando pigramente tra le onde alzate dalla fresca brezza mattutina, il sole splendeva gagliardo in un cielo terso sgombro di nuvole, guardando in mare sembrava che i raggi solari si tuffassero per poi sciogliersi in nuvole d’orate man mano che s’inabissavano ma forse era il jet lag che cominciava a chiedere il conto ma non ci badavo perchè ero persuaso da l’energia incredibile che mi dava ‘osservare la bellezza selvaggia di quella costa che sembrava vergine ed inesplorata.

#lighthouse #Philippines #pinoy #adventure #viaggiare #Asia #lighthouse #Philippines #pinoy #adventure #viaggiare #Asia

Siamo approdati alla prima isola dopo circa venti minuti di traversata e finalmente ho potuto fare il primo bagno delle vacanze e godere di una sosta dove mi sono steso ed ho sentito il calore della sabbia sulla schiena, felice finalmente di sentirmi libero e leggero, ma purtroppo la nostra tabella di marcia non faceva sconti quindi abbiamo risalpato le ancore per l’isola del faro dove siamo approdati, qualche minuto più tardi, su una spiaggia che sembrava un vero e proprio cimitero d’infradito spaiati probabilmente strappati dalla risacca ai turisti che non si sono mai presi la briga di recuperarli. Seguendo un sentiero si arriva al centro dell’isola dove si trova il complesso che inaugurato nel 1890 ancora oggi svolge il suo dovere di avvetimento per i naviganti, anche se la casa del guardiano giace in stato di totale abbandono, la lanterna comunque è alimentata da un generatore a celle solari ed è connessa alla guardia costiera in tempo reale che in caso di malfunzionamento possono intervenire prontamente. Dietro alla casa del custode si erge la torre alla quale si accede tramite una porticina aperta dalla quale si alza una vecchia e pesante scala a chiocciola in ferro battuto che non ha mancato di regalarmi qualche sudore freddo, più si sale più ci si rende conto che quella scala consumata dal tempo e dalla salsedine traballa……… ma la vista che si apre agli occhi una volta arrivati in cima ripaga dei piccoli brividi.

#lighthouse #travelling #Asia #Capones   #lighthouse #Philippines #pinoy #adventure #viaggiare #Asia #lighthouse #Philippines #pinoy #adventure #viaggiare #Asia

#lighthouse #Philippines #pinoy #adventure #viaggiare #Asia 

 Ridendo e scherzando si era fatta una certa ora ed il mio stomaco cominciava a brontolare, l’ultimo pasto l’avevo fatto in aereo e così abbiamo fatto rotta per Nagsasa Cove,  baietta della quale mi sono subito innamorato, una lunga lingua di sabbia bianca arroventata dal sole di mezzogiorno incorniciata da due scogliere che si ergono alle due estremità, dietro la spiaggia una lussureggiante pineta che prometteva una deliziosa frescura nelle ore più opprimenti della giornata. Durante il week end è frequentato da famiglie che vanno li e semplicemente piantano le tende si rilassano al fresco e cominciano a grigliare e fare festa senza comunque rovinare l’atmosfera di quiete e rilassatezza. Piantato il nostro piccolo accampamento ho lasciato che le ragazze si  occupassero del pranzo, grato del fatto di non dover essere io come al solito ad occuparmi di tutto mi sono rilassato un pò godendomi un pò di frescura sotto la pineta e curiosando un poco in giro cosa cuoceva sugli altri barbeque, posso assicurarvi che i profumi che si alzavano nelle varie cucine da campo erano più che stuzzicanti!! Quando poi finalmente era tutto pronto ci siamo buttati con appetito letteralmente sbranando il pesce con tutti gli intingoli deliziosi che le ragazze avevano organizzato facendogli l’onore che meritavano. Rinfrancato dal pasto era ora di tornare a Pindaquit per riprendere la strada e risaliti sulla bagka mi sono perso nel panorama fantastico di quel primo intenso giorno di viaggio, che non era ancora terminato, dovevamo coprire ancora un pugno di km destinazione Liw-Liwa per godere del tramonto e di un meritato riposo perchè finalmente stanchezza e jet lag mi avevano raggiunto.

 

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: