pensieri ed immagini della mia vita

Liw-Liwa è un piccolo villaggio frazione della municipalità di San Felipe, composto da un pugno di case che si affacciano su una stradina sterrata che corre parallela alla lunghissima spiaggia di sabbia nera sulla quale s’infrange il mare della Cina del Sud. Da quello che ho visto questa comunità vive principalmente di pesca e agricoltura ma un nuova voce negli ultimi anni si è agginta alle entrate nell’economia del villaggio; il surf. Durante i week end l’ostello e altre due o tre guesthouse si popolano di appassionati di onde e con gli anni hanno formato una colorata e pacifica barangay, un posto semplice dal ritmo di vita lento che ruota attorno alla spiaggia.

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La mattina dopo il nostro arrivo dopo colazione Jehan viene da me e mi comunica con un sorriso malizioso che mi aveva prenotato una tavola ed un istruttore per la mia prima lezione di surf, quando le domandai perchè sogghignasse tanto, temevo lo scherzo, lei mi ha spiegato che non rideva di me ma del mio istruttore che quando mi ha visto ha esclamato “Questo mi farà sanguinare il naso!!” che è un loro modo di dire per dire che gli avrei fatto sudare le proverbiali sette camicie e soprattutto la mia stazza non esattamente atletica avrebbe reso il tutto difficile e credetemi anche un pò grottesco. Io tutto quello che so sul surf l’ho acquisito dai film o da qualche serie televisiva come baywatch (quante diottrie perse dietro alla Pamelona Anderson!!) quindi ne so pari a zero ma le filippine hanno un rapporto speciale con il surf introdotto dai soldati americani che dal secondo conflitto mondiale fino a dopo il conflitto del Vietnam hanno avuto base a Subic bay da dove la cultura dell’onda si è dilagata. Le Filippine sono state anche teatro della mitica scena di Apocalipse now dove si vedono marines americani che cavalcano le onde sotto un fitto fuoco di artiglieria durante il conflitto del Vietnam e che termina con la celeberrima frase del colonnello Killgore, interpretato da un giovane Robert Duvall……Però ammetto che ho sempre trovato questo sport affascinante e mi ero ripromesso che se un giorno ne avessi avuta l’occasione di sicuro avrei provato e la possibilità eccomela servita su un bel piatto d’argento così senza curarmi della figura magra a cui stavo andando incontro mi sono messo la tavola sottobraccio e mi sono diretto verso la spiaggia cercando di darmi un aria da navigato surfista.

La prima cosa che mi sento di dire è che surfare è faticoso se sei digiuno di sport praticato, come lo sono io da tanto forse troppo tempo, a questa triste conclusione ci sono arrivato quasi subito nei primi minuti di lezione quando tra una flessione e l’altra, già sudato come un porco, cercavo di mettermi in piedi nella giusta posizione sulla tavola e non ero ancora entrato in acqua!!! Comunque dopo un pò di pratica sulla sabbia riuscivo a mettermi inpiedi decentemente quindi sono passato alla fase successiva entrare in acqua e misurarmi con onde mostruose alte poco più di un metro. Ora potrei raccontarvi che sono stato un vero fenomeno che ho fatto evoluzioni strabilianti ma la triste e dura verità è che ho fatto cagare, dopo un pò di tentativi ho perso il conto delle cadute imbarazzanti per la disperazione del mio povero istruttore che ha avuto una paziena da santo con me. Dopo un paio d’ore di tentativi alla fine sono riuscito a cavalcare la mia onda, una montagna di un metro per un totale di due secondi prima di rovinare tutto esultando e facendo l’ennesima caduta di fantozziana memoria ma posso dire che alla fine ce l’hò fatta!!!

#surf #pinoy #Philippines #soleemare 

E’ emozionante, devo ammettere, sentire l’onda che prende la tavola, la forza del mare sotto i piedi ti dà un senso di libertà e difficili da tradurre. Questa emozione la leggi nella luce che questi ragazzi hanno negli occhi quando frugano il mare in cerca di onde, per loro il surf non è semplicemente uno sport od un lavoro ma un vero e proprio stile di vita che lega indissolubilmente uomo e tavola che ti dona un senso di libertà che ti rapisce il cuore. Penso che proverò ancora a cavalcare le onde se ci sarà l’occasione magari quando sarò riuscito a mettermi qualche chilo alle spalle anzichè sul girovita, la mia lezione era terminata e dopo le dovute scuse al mio povero istruttore per avergli provocato imbarazzo ed una forte epistassi dal naso me ne sono andato a sdraiarmi al sole tutto claudicante.

 

 

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