pensieri ed immagini della mia vita

E anche Ottobre sta volando via, l’ultimo mese devo ammettere che è stato molto “impegnativo” diviso tra boschi, lavoro e naturalmente la birra, dopo avere ribrassato la “Brisino”  e stoccata, quest’inverno avrò una cantina di tutto rispetto, mi sono dedicato un pò alla cerca dei funghi sfoderata la mia mimetica, residuato di un’ormai lontanissima naja, mi sono perso nell’atmosfera dei magnifici boschi che coprono la vallata sopra Stresa e che si estendono quasi alla cima del Mottarone dedicandomi a delle bellissime e rilassantissime passeggiate usando la vecchia fitta rete di sentieri che collegano i paesi. Volevo prendermi un’attimo di svago mentale prima di dedicarmi alla cotta della birra di natale della quale fino a quel momento avevo solo una vaga idea.

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Che cosa volevo ottenere da questa cotta? Che sensazioni volevo suscitare? Da dove partire? Nel cuore del bosco lontano da distrazioni e dal costante brusio della civiltà i pensieri si fanno forti e chiari e cominciai mentalmente ad appuntarmi quello che sicuramente volevo ottenere, volevo una birra dalla tempra forte da sorseggiare nelle freddissime notti lacustri a lume di candela, una birra che scaldi il cuore e che ti ricordi i profumi dell’estate. Ero finalmente sulla strada giusta era ora di cominciare a mettere insieme i pezzi e dare forma alla idea. Era giunto il momento di andare alla Bottega della birra per scegliere il malto adatto, mentre per la “Brisino” lo stile birrario che avevo scelto era prettamente british, questa cotta aveva bisogno uno stile dal carattere forte quindi ho ristretto il campo di ricerca ed alla fine mi sono ritrovato a dover scegliere tra una selezione di barley wine, scottish strong ale e le ale speziate belghe.

Alla fine dopo una lunga e snervante serie di cambi d’idea ho fatto la scelta più ovvia per i più, ho preso un malto della Brewferm in kit apposta per la birra di natale dal nome più che esplicito……Christmass………voi penserete come mai l’ho fatta così lunga, ma quando sono davanti allo scaffale dei malti mi vengono sempre un sacco di idee che è facile poi perdermi in un bicchiere d’acqua. Naturalmente dopo una così difficile scelta mi sono dovuto premiare con un paio di birre d’autore………

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Una volta deciso il malto ora dovevo lavorare sulle altre caratteristiche che volevo per questa birra per renderla più nostra, quindi come sempre me ne sono allegramente fregato delle linee guida date dal produttore e mi sono messo a sperimentare, perchè le birre di Brisino devono essere diverse da tutte le altre! Avendo ora il carattere forte dovevo lavorare sull’aroma, la scelta è stata piuttosto semplice avendolo già usato nelle cotte precedenti ottenendo ottimi risultati il miele avrebbe dato quell’aroma che avevo in mente e poi quà sul lago l’apicultura ha avuto sempre una posizione di tutto rispetto nell’antica quasi persa cultura contadina e i mieli di quà sono di ottima qualità e non sono industriali ed in più c’è un apicultore a meno di 6 km da casa mia quindi mi sono fatto un giro anche da lui.

Se la scelta del malto è stata travagliata quella per il miele partiva con dei canoni che avevo ben chiari. C’è un vento sul lago che i vecchi chiamavano Rampolina che scendeva dal Mottarone incanalandosi nella stretta vallata tra Baveno e Stresa e che si alza alla sera verso il tramonto e porta a valle i profumi della montagna. D’estate di notte dopo i temporali porta a valle il profumo dolce delle robinie in fiore e dei boschi ed è un profumo, per me, sa di casa. Con quella sensazione ben vivida ho assagiato un pò di mieli e la scelta è caduta sulla melata di bosco che si armonizzava con il malto in maniera sublime. Non restava altro che buttare il paiolo sul fuoco e darle vita, e come al solito ho aspettato che fosse notte e poi mi sono messo all’opera accompagnato da dell’ottimo power metal come sottofondo musicale. Per darle un tocco di natalizio ho aggiunto: cannella, chiodi di garofano, scorze di arancio e limone. Alla fine il gusto del mosto era dolce ma ben bilanciato tra malto e miele e le spezie spezzavano dando una piacevole diversione al dolce……un conto è il mosto vedremo poi dopo la fermentazione se ci ho visto giusto o meno.

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Nel tempo che la ragazza fermentava sotto il mio più stretto controllo nella mia camera da letto, dato che ero rimasto senza niente da fare mi sono ributtato tra i boschi alla ricerca di funghi “………vuoi da seccare o da mangiare, da farci il sugo quando viene natale………” come diceva deGregori nella sua celeberrima canzone. Le giornate intanto si fanno sempre più corte e le serate sempre più fredde l’autunno esplode con una serie di temporali che hanno spazzato via gli ultimi tepori e così dopo una umidissima giornata, dopo una bella doccia bollente, mentre pulivo il bottino del giorno mi sono gustato una “Ürchitt” che dopo un affinamento di 5 mesi era perfetta!! Questa volta però mi sono gustato appieno il frutto di tanta fatica ed ha accompagnato i ricchissimi risotti che io ed i miei soci ci siamo scafanati in una serie di cenette da paura.

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Durante una di queste cenette che rasentavano, e tuttora rasentano, veri e propri gozzovigli con tanto di rutto libero di fantozziana memoria, tra le mille allegre minchiate che si sprecavano una unica e stranamente intelligente domanda mi ha messo un pò in crisi……come chiamiamo questa birra?

Giusto come chiamarla……avevo già un’idea per l’etichetta ma al nome non ci avevo proprio pensato, una birra per Natale……cibo ipercalorico……freddo……neve……poi Tac……poi un giorno mentre discorrevo “amabilmente”, con un linguaggio tipicamente “forbito” da becero bar dello sport, di calcio con un amico questo mi guarda e mi dice esasperato in dialetto “ti ze propri v’ün imbalsamà da la fio’ca” ed ecco che il dialetto arrivava al nocciolo della questione; la fio’ca ovvero le neve, ho sentito di nuovo il demone dell’arte impossessarsi di me e appena tornato a casa tirati fuori i penarelli mi sono messo all’opera ed ecco il risultato…..

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La foto non gli rende giustizia probabilmente ma io la trovo molto spiritosa, intanto ottobre è quasi finito e la Fio’ca riposa in cantina, io tengo le dita incrociate e intanto aspetto Babbo Natale con ansia!

 

 

 

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Commenti su: "Homebrewing, Boschi e meditazione." (2)

  1. Not bad at all.
    Si preannuncia una vera natalizia dal gusto e dal corpo forte e possente. Un gran equilibrio tra delicatezze speziate ed un corpo ben definito.
    Ottima la scelta del malto, in fondo le barley wine… bhe le barley wine! Non c’è nient’altro da dire!
    Bel nome, qui in pianura la chiameremmo Fioca!

    E bhe, le due trooperone devono aver aiutato molto l’attività brassicola, l’ho assaggiata sia in bottiglia che alla spina e devo dire che per quanto sfiducioso “dell’operazione di marketing” che han fatto per questa birra è veramente ottima 😀

    • Anche io avevo dubbi sulla trooper ma alla fine ne sono rimasto piacevolmente sorpreso e di sicuro la riproverò 🙂
      Adesso per un pò iil “birrificio” prenderà un periodo di ferie ma non per molto ho già pronto il malto per brassare una blance in stile bruxelles 🙂

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