pensieri ed immagini della mia vita

Che cos’è l’idromele? E’ un fermentato a base di acqua e miele detta così in maniera semplice e spiccia,da non confondere come fanno molti con il sidro che è fatto con il succo delle mele. Bevanda mitica alla quale sin dalla antichità si attribuivano proprietà magiche e benefiche. L’origine di questo fermentato si perde nelle pieghe del tempo, i romani e i greci la chiamavano ambrosia, il cibo degli dei, nella mitologia vichinga vuole che l’idromele fosse stato rubato da Odino in persona ai giganti ed avesse il potere di far diventare poeta chiunque se ne fosse beatamente inebriato, bevanda sacra anche per i celti che invece ne facevano un uso “religioso” durante le cerimonie che segnavano i solstizi.

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Il mio interesse per questa bevanda invece nasce dalla mia passione per il Fantasy genere letterario riportato in auge grazie alla trasposizione su grande schermo dei classici Tolkeniani (non vedo l’ora di andare al cinema per vedere il seguito de Lo Hobbit) e il mondo oltre l’armadio di Lewis (Narnia per chi non avesse afferrato) perfino Harry Potter si è dissetato con l’idromele! La mia curiosità cresceva a pari passo con la mia sete quindi qualche tempo fa mi dedicai alla sperimentazione, qualche tempo fa in libreria comprai “A tavola con gli Hobbit” edito dalla casa editrice A’ncora che tra le ricette proponeva pure quella per farsi un idromele casalingo e così mi misi al lavoro e dopo una lunga fermentazione e un ancor più lungo invecchiamento (la curiosità e la sete sono una pessima accoppiata) ho ottenuto un prodotto discreto. In questi mesi, come ho già ampiamente scritto, ho riscoperto la mia vena brassatoria e dopo la Brisino Brown Ale e la Ürchìtt Strong Ale avevo ancora voglia di mettermi a brassare.

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Così in una notte di luna nuova, dopo essermi procurato il necessario, mi sono messo al lavoro, ho lavato e sterilizzato tutto quello che mi sarebbe servito mi sono scelto la musica adatta, una compilation che spaziava dai Blind Guardian ai Manowar con scorribande nei territori più oscuri del black metal scandinavo creando intorno a me l’atmosfera adatta per la preparazione di questa mitica pozione che ho deciso di condividere con voi passo dopo passo come sempre seguendo i miei gusti personali.

INGREDIENTI (per circa 5l finali)

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  • 1,5 kg di miele (acacia o millefiori)
  • 1 limone non troppo maturo e con la scorza spessa
  • 1 arancia
  • 1 stecca di cannella
  • 1 cucchiaio di chiodi di garofano
  • 1 bustina di lievito ( il lievito decide l’esito finale del nostro lavoro quindi sceglietelo con cura, potete recuperarlo in negozi specializzati prodotti per la vinificazione oppure sui siti di homebrewing, quindi no ai lieviti chimici o a quello per fare il pane)

circa 4l di acqua di fonte sorgiva (se non avete la possibilità di avere acqua sorgiva l’acqua minerale imbottigliata va più che bene!)

FASE 1:

A costo di sembrare noioso ricordo che la pulizia e la disinfezione di tutti gli strumenti che andremo ad utilizzare diminuiscono il rischio di veder vanificato tutto il lavoro per una contaminazione, quindi in una baccinella preparate una soluzione di acqua calda e metabisolfito di potassio e metteteci a bagno gorgogliatore, tappo i mestoli e una parte versatela nel fermentatore, nel mio caso una damigianetta da 5 l, assicuratevi che sia tutto pulito e sterile.

FASE 2:

Sbucciate il limone e l’arancia in modo da ottenere con le scorze due spirali che andremo ad unire usando i chiodi di garofano come graffette in modo da liberare gli aromi contenuti nelle scorze, poi spremere il restante del limone per ottenerne il succo.

FASE 3:

Riempire una pentola con 3 l della nostra acqua di fonte e accendere il fuoco tenendolo basso in modo che l’acqua si scaldi lentamente,quando l’acqua comincia ad intiepidirsi mettete in infusione la stecca di cannella e dopo 5 minuti le nostre spirali di scorze d’arancia e limone. Sempre a fuoco lento lasciatele in infusione per almeno una 20 minuti.

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FASE 4:

Quando comincierete a sentire il profumo delle spezie potrete cominciare a versare lentamente il miele, mantenendo sempre la fiamma bassa in modo da scioglierlo delicatamente e permettergli di mantenere tutte le sue proprietà nutritive, mescolando il mosto così ottenuto in modo che sia uniforme ed omogeneo.

FASE 5:

Aggiungete il succo di limone al mosto e alzate la fiamma fino a portalo ad ebollizione, la bollitura serve per sterilizzare il mosto, quindi fatelo bollire 2/3 minuti.

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FASE 6:

A questo punto il mosto va tolto dal fuoco e raffreddato, riempite il lavandino con acqua fredda e sulfondo adagiate due coltelli e appoggiatevi sopra la pentola in modo che il fondo della pentola non sia a contatto con il fondo del lavandino, questo piccolo trucchetto vi aiuterà a raffreddare il mosto in maniera più veloce, in caso che serva ripetete l’operazione un paio di volte.

FASE 7:

Nella nostra damigiana/fermentatore aggiungete 1 litro d’acqua fresca e una volta tiepido il mosto tramite imbuto,questa operazione serve ad ossigenare di nuovo il mosto in quanto la bollitura ne ha privato della maggiorparte fatto questo reimmergiamo questa volta la damigiana nell’acqua fredda per fargli raggiungere la temperatura ambiente.

FASE 8:

Nel barattolo ancora sporco di miele versiamo un bicchiere d’acqua ritappato lo scuotiamo per bene in modo da fare una soluzone zuccherina nella quale verseremo il lievito in modo da riattivarlo per il momento dell’inoculazione.

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FASE 9:

Quando vedrete che il lievito comincia a lavorare potrete versarlo nel mosto, poi tappate con il gorgogliatore la boccia in modo che la CO2 prodotta dalla fermentazione faccia esplodere tutto se non avete un gorgogliatore potete coprire la bocca della boccia con tre o quattro strati di garza sterile che permettono all’anidride carbonica di uscire e mantiene il mosto separato da agenti inquinanti quali polvere e animali indesiderati.

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Terminate tutte queste operazioni era ora di trovare un luogo asciutto e sufficientemente fresco da assicurarci che il nostro idromele riposi senza troppi sbalzi di temperatura e ci sia poca luce, purtroppo l’unica camera con questi requisiti è la mia camera da letto e dato che la fermentazione andrà avanti per circa un paio di mesi l’ho messa sulla mia libreria circondata dai miei Fantasy in modo che non si annoiasse!

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Devo dire che sono rimasto con il fiato sospeso fino a quando il gorgogliatore non si è fatto sentire! Ora bisogna solo attendere e intanto per ingannare il tempo mi toccherà inventarmi qualcos’altro!

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Commenti su: "Idromele: dalla leggenda……al boccale." (1)

  1. […] con voi alcune. La prima cotte di questo 2016 bisesto sarà una decina di litri del mio idromele che è diventato oramai un classico della mia produzione. Intanto però non sono proprio a bocca […]

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