pensieri ed immagini della mia vita

Sono un viaggiatore squattrinato e spesso per risparmiare e mantenere un budget di viaggio sottocontrollo mi affido al sito di Couchsurfing, e questa volta la fortuna mi ha portato a casa della piccola Joy e della sua famiglia nella quale mi sono subito sentito a mio agio così pieni di di calore e cortesia da farmi sentire come uno di loro. Joy universitaria dallo sguardo vispo ed il sorriso dolce mi ha accompagnato per tutti i miei giri, suo fratello un giovane rocker con il sogno di fare musica e la loro madre una signora dolcissima dalla quale sicuramente Joy ha ereditato sicuramente il suo sorriso.

Quando Joy non poteva accompagnarmi nei miei giri c’era sempre qualcuno pronto a rispondere ad ogni mia domanda, la giornata che ho trascorso con la madre di Joy è stata di sicuro la più interessante ma anche la più impegnativa, ci tenevo comunque a lasciare una buona impressione su questa signora. La giornata è cominciata a pranzo in un ristorantino fuori mano evidentemente frequentato da famiglie e gente del posto; mi sono lasciato tentare dalla cucina casalinga del nord cominciando con una noodle soup agropiccante veramente ottima per poi continuare con un’insalata di papaya con granchio fermentato ed accompagnato dall’immancabile sticky rice che serve a smorzare l’esplosione di sapori che si ha in bocca dopo il primo assaggio!! Ma è talmente gustosa che vi assicuro che il fatto che è fottutamente piccante passa in secondo piano. Il pranzo è stato molto piacevole e la mia ospite sembrava compiaciuta del fatto che mangiavo di gusto e nonostante che parlasse poco in inglese ci si intendeva gesticolando parecchio e poi penso di essermi quasi sempre fatto capire! Terminato l’ottimo pranzo era ora di cominciare il nostro tour che è partito dal Museo nazionale di Chiang Mai che per nostra enorme sfortuna era per metà chiuso per restauro e di quello che ho potuto vedere il pezzo che mi ha più colpito era un’antica maglia di lino,parte del corredo di un guerriero, con sopra disegnate svariate formule “magiche” che secondo la targhetta delle spiegazioni avrebbe dovuto fornire protezione in battaglia un pò come un’armatura ma dall’evidente sbrego che attraversava il capo di lino all’altezza del costato non dovevano funzionare un gran chè. L’altro pezzo interessante che ha attirato la mia attenzione è stato un’antico strumento per fare tatuaggi, oggi il tatoo tradizionale thai l puoi fare un pò dappertutto poi quando Angelina Jolie ne ha esibito uno nel film Wanted è quasi diventato una moda, ma questo genere di lavoro non ha solo una funzione decoratiava, guardandolo di sfuggita può sembrare solo un’intreccio di linee verticali ed orizzontali ma ad uno sguardo più profondo vi accorgerete che che sono un dedalo di linee e formule che vengono tracciate ad personam e non ne esiste uno uguale all’altro ed è praticato solo dai monaci che durante la seduta pregano e caricano di energie positive il tatuaggio sicchè da proteggerti e quando questa protezione viene meno basta bussare ad un convento per una “ricarica” veloce. In Thailandia è molto facile farsi tatuare con il bamboo ma è difficile trovare un monaco disposto a farlo.

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Il pomeriggio poi è proseguito con la visita al Baan Roi An Phang Yang un piccolo museo creato da Mr Ajarn Charuai Na Sunthorn che secondo me contiene la vera anima della cultura Lan na immortalata nelle sculture lignee che questo personaggio ha raccolto e prodotto negli anni,essendo lui stesso maestro nell’arte dell’intaglio, per preservarli come testimonianza alle generazioni future di un’arte manuale che sta andando persa schiacciata dalla industria che all’opera paziente di un mastro artigiano si contrappone con prodotti senz’anima creati dalla fredda precisione di una macchina e dalla logica di un mercato che crea più prodotti di quelli realmente indispensabili. Il lavoro di Mr Ajarn è arrivata perfino alla corte di Bangkok tanto che la Sua Maestà la Regina rimase colpita dalla bellezza del museo durante una visita ufficiale, ciononostante il museo si autofinanzia e si mantiene facendo pagare un piccolo ingresso e vendendo alcuni prodotti da artigiani locali senza alcun sussidio statale, ma andarci secondo me vale la pena, purtroppo non hanno una guida che parla inglese e la mia ospite per quanto fosse di una cortesia impareggiabile non poteva stare dietro alle migliaia di domande ed osservazioni che mi ronzavano in testa.

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Suddiviso in diversi livelli comincierete un viaggio onirico nel mondo orientale ogni statua sembra poter prendere vita da un momento all’altro, figure mitologiche come garuda o sirene, scene tratte dal poema epico Ramayana riprodotte su tronchi d’albero talmente finemente che più ci si avvicina all’opera si scopre un nuovo particolare ed ogni personaggio di per sè è un capolavoro di precisione e cura e nel suo complesso rende l’opera strabiliante.

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Di sala in sala passo dopo passo mi perdevo nell’atmosfera di questo museo fino quando mi guardo avanti e vedo lei, la ragazza con l’elefante questa statua era posizionata davanti ad un finestrone illuminato dalla calda luce del sole pomeridiano e contoluce le sensuali forme della ragazza abbandonata in un abbraccio alla testa di un enorme elefante mi ha colpito come un fulmine e me ne sono subito innamorato, il cuore mi pulsava come un martello pneumatico mentre la bocca mi si asciugava, il viso dai lineamenti delicati era incorniciato da una ghirlanda di fiori finemente cesellati le labbra voluttuose che accennano un sorriso che esprimevano serenità pace nell’unione con l’elefante che rappresenta la forza e la calma, entrambi fermi ed immobili come se da un’istante all’altro un respiro o un leggero movimento potesse animare questa opera, un pò come Michelangelo che difronte al suo David esclamò “E pur mi sembra vivo”.

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Forse le foto non le rendono giustizia ma provavo una voglia irresistibile di toccarla quindi proseguii il giro e lasciandomi incantare da altre mirabili opere!

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Questo fantastico viaggio all’interno di questa galleria mi ha portato al Dhamma Satharn ovvero il santuario del Dhamma un’area della galleria che riproduce un tempio nella foresta che viene aperta gratuitamente a chi viene a praticare ed a promuovere la parola del Buddha.

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Il santuario è l’ultimo ambiente di questo museo che mi ha incantato, una collezione strabiliante che ti racconta senza parole molto se non tutto della cultura e tradizione Lanna ed uscendo la voglia di rifare il giro era tanta, prendersi la briga di arrivare fino a questo museo verrà ripagato. A questo punto pensavo che la giornata volgesse al termine ero stato bene ma la mamma di Joy aveva altri piani, ho ricevuto un invito a cena ad un ristorante tipico e dopo una sosta a casa per rinfrescarci ci siamo preparati per andare a cena. Pensavo a qualcosa di informale magari al Night bazar invece la serata che mi si prospettava era di tono totalmente diverso………

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C’era un tavolo prenotato ad uno dei ristoranti del Grand Oriental Mandarin Hotel (foto) a nostro nome, da qua in poi ho cominciato a sentirmi a disagio, ero vestito come un barbone e stavo entrando in luogo dove si richiedeva un minimo di etichetta……ed io che mi sarei accontentato di una pad thai cucinata a bordo strada ho cominciato a vergognarmi quando intorno al nostro tavolo cominciavano a ronzare camerieri in livrea, io di solito in posti del genere ci lavoro e verso i miei colleghi asiatici provavo una sorta di senso di colpa misto a solidarietà ma non potevo indispettire la mia ospite quindi ho indossato uno dei miei sorrisi d’ordinanza più convincienti ma qualcosa deve essere trapelato quando ho aperto il menù e guardato i prezzi e sono paurosamente sbiancato perchè la mia ospite si è premurata di rassicurarmi che non avrei dovuto preoccuparmi di niente che offriva lei (meno male!!) quindi cercai di ricompormi e godere di quel banchetto composto da piatti tradizionali che comprendevano svariati tipi di zuppe, curry piccantissimi e l’immancabile tom som thai l’insalata di papaya che io tanto adoro. La cena è stata a dirpoco superlativa tutto era perfetto ed il servizio curato e discreto (che altro aspettarsi da un posto di questo calibro!) ma comunque ribadisco il mio amore per la trattoria ed il cibo da strada si sposa meglio con il mio carattere!! Anche se……ho provato nel intimo più profondo un certo piacere sadico nel farmi servire……

Questa giornata la ricorderò per molto tempo, mi sono speso in lunghissimi ringraziamenti nei confronti di Joy e la sua famiglia mi hanno fatto sentire in famiglia e non finirò mai di ringraziarli per la cortesia e la gentilezza che hanno avuto nei miei confronti e magari chissà magari un giorno troverò una qualsiasi scusa per tornare a trovarli.

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