pensieri ed immagini della mia vita

Un paio di settimane fa vi ho raccontato in un post di come abbiamo ridato vita a delle vecchie damigiane abbandonate in una stalla nel cuore della mia cara e vecchia Brisino. Mentre la nostra “ragazza” era a riposo, trattata con tutti i riguardi e coccolata un pò come una gestante in procinto di dare alla luce una splendida “bambina”. Ma il lavoro vero è proprio era appena cominciato, dato che il “mastro birraio” sono io e tra me e la “ragazza” era stato amore a prima vista (anche se era coperta di polvere) mi consideravo il padre naturale della birra, ho messo al lavoro gli zii dandogli il compito di recuperare bottiglie di vetro per quando sarebbe stata pronta all’imbottigliamento. Mentre gli zii s’impegnavano nella raccolta io sentivo che mancava qualcosa per rendere la birra ancora più nostra, non mi sembrava abbastanza aver sostituito lo zucchero con il miele di castagno e la luppolatura sentivo il bisogno di darle un’identità………un’etichetta degna che la rappresentasse.

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In cerca della giusta ispirazione mi sono diretto verso “La bottega della birra” per cercare qualche idea tra le etichette esposte, ho anche approfittato dell’occasione per farmi un paio di birrette naturalmente, mentre osservavo le varie etichette e sceglievo il mio dissetante preferito notai un punto comune in tutto quel mosaico di stili e birre, tutte mettevano in risalto il loro luogo di provenienza chi sullo sfondo alcune prendendone addirittura il nome………qualcosa si era messo in moto e tornando a casa pensavo che fatta la birra dovevamo farle anche l’etichetta e quando sono arrivato a Brisino ed ho alzato lo sguardo ho avuto l’illuminazione.

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Quà sul lago siamo terribilmente campanilisti e ogni paese ha il suo nome ufficiale e il soprannome in dialetto per esempio noi brisinesi siamo gli ürchitt ovvero gli orchetti, gli stresiani i falcétt i falcetti, quelli di Someraro i burdün le rape e così via discorrendo seguendo questo ragionamento mi sono messo a disegnare……

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Ed eccola qua l’etichetta della nostra Brisino Brown Ale, lo so che la qualità artistica è quella che è…….il mio livello di bravura in disegno è poco di più superiore di un ragazzino delle medie, ma secondo me è perfetta quindi non fatela troppo lunga!!! Comunque la chiesetta che vedete sulla collina è proprio la chiesetta di Brisino che con il suo campanile scandisce il passare delle ore in un paese dove l’orologio si usa solo quando si và a lavorare.

Mentre mi dilettavo nei miei momenti di art attack comunque tenevo sotto controllo la “ragazza” e a metà ciclo quando la fermentazione si era fortemente attenuata con molta attenzione e cura l’ho travasata in una damigiana gemella così da dimezzare i residui e già che eravamo in vena abbiamo brassato 22 litri di abdijbier belga con le stesse personalizzazioni che abbiamo usato per la brown ale e questa l’abbiamo battezzata Ürchitt Strong Ale e dato che avrà un tenore alcolico decisamente più importante diventerà la gran riserva destinata a maturare almeno fino a novembre……..speriamo!!!

Non potevo comunque non farle la sue etichetta quindi mi sono lasciato di nuovo possedere dal demone artistico che oramai mi ha piegato al suo volere e dopo svariati tentativi ed una notte insonne ha prodotto questo………

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Non male vero?Questa però mi è venuta molto più facile e anche qua  la cara nostra vecchia chiesetta è presente in un’atmosfera un pò fantasy, come avevo detto l’altra volta io considero la piccola Brisino come una specie di Hobbitville!!!

Disegnando e sognando è giunto il finalmente il momento dell’imbottigliamento dopo aver controllato con il densimetro se la nostra “ragazza” era pronta, espletata questa piccola formalità che serviva a calcolare con un pò di approssimazione il grado alcolico che è risultato circa di 3,5% ed assaggiando il mosto che ho usato per la misurazione era ben amaricata con un lieve profumo di miele, onestamente pensavo che fosse un pò più forte ma questo dipende dal fatto che i preparati che ho usato andavano disciolti in 40 litri invece dei 50 litri d’acqua che abbiamo utilizzato, così abbiamo ottenuto una Extra bitter brown ale che promette veramente bene!! Prima di imbottigliare per favorire il priming abbiamo re-inoculato un litro di mosto non fermentato che avevamo conservato in frigorifero e poi ci siamo dati all’imbottigliamento.

Adesso comunque arriva la parte più dura convincere gli altri che il frutto di tanto lavoro ed impegno ha bisogno di maturare e per convincerli di ciò le ho messe sotto chiave, sono dei bravi ragazzi ma quando hanno sete sono difficili da gestire!! Settimana prossima saranno pronte anche le etichette che ho fatto fare da un’amico che lavora in tipografia e sto già pensando di brassare la birra di natale e dell’idromele ma questo è un’altra storia per adesso mi cullo la mia Brisino Brown Ale! E alla salute!!!

 

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Commenti su: "Dalla damigiana alla bottiglia ed altre divagazioni." (8)

  1. Grande, carinissime le etichette, ottime per un prodotto così homebrew!

    Siete disponibili anche all’esportazione regionale di una bottiglia :P?

    • grazie!!Ho paura che non arriverà a fine estate….e soprattutto ho paura che farà fatica ad arrivare al confine della contea….ops del paese 🙂 comnque quando volete farvi un giro di qua siete benvenuti!

  2. Ciao, grazie per aver deciso di seguirmi e… prosit, con un buon bicchiere di birra artigianale
    Stella

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