pensieri ed immagini della mia vita

Come non si può parlare della Jamaica senza menzionare il rum!!!!Senza immaginare pirateschi bagordi al ritorno dalle scorribande oppure notti calienti a sorseggiare moijtos o daiquiri o fruit punch.La storia di questo distillato è avventurosa quanto i suoi degustatori.

Prima di tutto facciamo un pò d’ordine perchè l’argomento è succulento.La canna da zucchero infatti è stata introdotta nelle indie occidentali da Cristoforo Colombo intorno al 1493 e grazie al clima favorevole e al terreno fertile prese subito piede la coltivazione.

Inizialmente però il principale prodotto ricavato dalla canna era lo zucchero ma lo scarto rimaneva inutilizzato,la melassa un liquido denso dal colore bruno e appiccicoso dolce con un vago sapore di liquirizia.Presto si cominciò a farla fermentare per poi distillarla .

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Eau de vie de molasses,Rumbullion,Aguardiente de cana oppure kill devil furono alcuni dei nomi che gli attribuirono ma rimase il torcibudella per buccanieri e pirati e la consolazione per le classi sociali più basse.

Verso i ruggenti anni 20 il Rum si affacciò per farsi conoscere nei salotti aristocratici e nei locali più modaioli,ritagliandosi una bella nicchia anche durante il proibizionismo.Comiciarono a comparire i primi blend e si sperimentò l’invecchiamento.Lo sdoganamento ufficiale lo raggiunse durante la seconda guerra mondiale ,causa il conflitto in terra europea le scorte di wisky andavano in esaurimento mettendo a rischio le razioni giornaliere destinate ai marinai ed ai soldati di sua maestà,quindi si sostituì il rum al wisky ottenendo un gran successo……sarà stato lo spirito del rum a dare la forza di vincere la guerra agli alleati?Questa domanda rimarra uno dei grandi misteri dell’umanità!!!!

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Si può tranquillamente dire che il Rum è nato in Jamaica ,ma in tutte le isole dei caraibi si produce Rum ed ogni isola ha il suo stile e la sua filosofia che sono strettamente legate alla storia stessa dei caraibi.

Io prediligo rum invecchiati da degustare come un cognac in bicchieri ampi che esaltano appieno i profumi,ma ci sono anche gli over proof rum non invecchiati e non tagliati con acqua distillata per abbassarne il tono alcolico,anche questi sono un’esperienza sensitiva forte assolutamente da provare,ma con la giusta cautela infatti la gradazione minima è di 50° e un eccesso potrebbe spedirvi a nanna in anticipo.

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Se la vostra sete di rum e di storie è insaziabile ovunque siete in jamaica salite fino alla Apple valley e visitate la Appleton sugar estate and rum factory una delle distillerie più vecchie dei caraibi che produce dal 1749,l’orgoglio della Wray and Nephew è una fabbrica a impatto ecologico zero non produce scarti ed oltre a fare il rum la fabbrica produce zucchero ed i suoi impianti producono l’energia elettrica che illumina tutta la valle!

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In Giamaica ho passato meravigliose serate a sorsggiare rum godendomi la fresca brezza marina a lume di candela sound sistem che emanavano vibes in lontananza……che bel modo per ubriacarsi!!!

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Commenti su: "Appunti di viaggio p.t. 3: Il Rum" (2)

  1. Direi che è tutto un altro modo. Ma la Jamaica è lontana. Le risposte non servono solo se non ti fai più domande. E qui crolla il tutto. Però credo che la Jamaica sia da assaggiare. Ed anche il rum.

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